Pau, cambia l’imputazione slitta il processo per l’incendio

PAU. Il cambio del capo d’imputazione e la mancata notifica di questo ad uno degli imputati, frena il processo sull’incendio che nell’estate del 2009 mandò in cenere centinaia di ettari di bosco sul...

PAU. Il cambio del capo d’imputazione e la mancata notifica di questo ad uno degli imputati, frena il processo sull’incendio che nell’estate del 2009 mandò in cenere centinaia di ettari di bosco sul monte Arci. Il giudice Francesco Mameli ha infatti accolto l’eccezione presentata dall’avvocato Gianfranco Siuni, difensore dei fratelli Massimo ed Ezio Demelas, titolari dell’impresa da cui, secondo l’accusa, partì il devastante rogo. Secondo gli uomini della Forestale questo fu scaturito da un precedente abbruciamento effettuato da Ezio Demelas. Inizialmente l’accusa era rivolta anche al fratello Massimo, ma nella scorsa udienza il pubblico ministero Paolo De Falco aveva modificato il capo d’imputazione. Non era più stato ritenuto l’autore degli abbruciamenti, ma per l’accusa ora è colui che li avrebbe autorizzati in quanto responsabile dell’azienda. Questo cambio andava notificato all’imputato, cosa che non è avvenuta per tempo dalla scorsa udienza in cui i due fratelli non erano in aula. L’avvocato difensore ha così formulato un’eccezione che il giudice ha accolto. La prossima udienza è per il 16 settembre.

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