La Nuova Sardegna

Oristano

Solite ricette per i vecchi problemi

di Michela Cuccu
Solite ricette per i vecchi problemi

Ieri l’incontro tra amministratori locali, rappresentanti sindacali e consiglieri regionali dell’Oristanese

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ORISTANO. Riaprire l’aeroporto di Fenosu, anche se unicamente come scalo merci, in maniera da non gettare alle ortiche gli investimenti (tanti) fatti in questi anni. Ristrutturare il porto di Oristano-Santa Giusta, per consentire, ad esempio, di poter lavorare continuativamente e non sospendere l’attività al calar della sera, come avviene da qualche tempo a questa parte. Creare qui il Polo agroalimentare, considerandolo un atto dovuto, dato che è in queste campagne che si concentra buona parte della produzione agricola della Sardegna. Trasformare l’intero territorio in un grande museo a cielo aperto, puntando sulla valorizzazione dei monumenti archeologici e contemporaneamente, dare corpo al Museo giudicale. Imporsi per non ridurre i corsi dell’Università del Consorzio Uno. Sullo sfondo, il recupero dei finanziamenti che il precedente governo regionale ha sottratto, come ad esempio, i 10milioni di euro della Asl 5; e rifinanziare la Provincia, che non solo non ha intenzione di venir cancellata come ente intermedio per il governo e l’erogazione di servizi nel territorio, ma si è vista decurtare il bilancio, nell’arco di un solo anno, di ben 15milioni di euro.

È su questi argomenti che principalmente i rappresentanti politici e delle forze sociali del territorio intendono aprire un confronto con la nuova Giunta regionale. La riunione che si è tenuta ieri mattina fra i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl; la Giunta e il Consiglio provinciale e i consiglieri regionali eletti nel territorio, è servita, insomma, a ridare ossigeno a quella che da decenni viene chiamata “Vertenza Oristano”. Vertenza che di risultati ne ha portati pochi fino ad ora, come hanno sottolineato nei vari interventi i segretari dei quattro maggiori sindacati (Roberta Manca, Federica Tilocca, Angelo Medde e Duilio Sanna), ma che va riproposta «partendo – hanno detto – da alcuni punti fermi».

I consiglieri regionali (Mario Tendas, Antonio Solinas, Gianni Tatti, Oscar Cherchi e Attilio Dedoni), hanno assicurato tutto l’apporto necessario a sosstenere le rivendicazioni del territorio. Sarà però indispensabile fare i conti con il Patto di stabilità, che se non sarà rivisto, impedirà, come ha spiegato lo stesso presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen, di rispettare adempimenti fondamentali come nel caso del pagamento degli stati di avanzamento alle imprese titolari di appalti pubblici. Patto di stabilità che sta mettendo in difficoltà anche i centri colpiti dall’alluvione di ottobre «Che, se mettono in bilancio i fondi raccolti attraverso azioni di solidarietà – ha denunciato Mario Tendas – non possono spenderli».

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