La Nuova Sardegna

Oristano

Arborea, 2 mesi di tregua per la famiglia Spanu

di Caterina Cossu

Accordo dopo un vertice in prefettura: non ci saranno tentativi di sfratto Si cerca una soluzione definitiva, ma il problema riguarderebbe 6mila aziende

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ARBOREA. Due mesi di tregua per la famiglia Spanu. Nessun ufficiale giudiziario o carabiniere tenterà di sfrattare le 10 persone che attualmente risiedono nell’azienda agricola della strada 22 di Arborea per un periodo di 60 giorni, a patto che il presidio permanente all’ingresso dell’azienda venga smantellato e siano scongiurati i problemi di ordine pubblico. Nel frattempo, sarà convocato un secondo tavolo tecnico, stavolta allargato alla presenza delle istituzioni regionali, per tentare di evitare che la famiglia perda la propria casa. La richiesta sarà presentata alla Prefettura già stamattina dal legale rappresentante degli Spanu, Alberto Appeddu. È l’accordo ottenuto ieri mattina in Prefettura durante il tavolo tecnico convocato per approfondire il problema dell’azienda agricola sottoposta a sfratto giudiziario, grazie alla sollecitazione dello stesso avvocato Alberto Appeddu, che difende gli Spanu contro il provvedimento di sfratto emesso dal Tribunale di Oristano.

Il tavolo era presieduto dal prefetto, Vincenzo De Vivo, e ha contato sulla partecipazione del sindaco di Arborea, Pier Francesco Garau, del presidente della Provincia, Massimiliano De Seenen, del questore, Angelo di Ruberto, del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello, Giulio Duranti, e del legale della controparte, Annalisa Cancedda.

L’azienda Spanu è stata venduta all’asta nel 2012 all’imprenditore agricolo Pino Mossa per un vecchio debito di una cambiale agraria. L’anziano capofamiglia, Giovannino Spanu, si è barricato in casa con i familiari evitando lo sfratto per ben quattro volte.

Ieri mattina erano presenti al tavolo anche i rappresentanti della Banca di Credito Cooperativo di Arborea, della Agrifidi Sardegna e della Sardafidi Sardegna perché, durante la lunga trattativa avviata tra la famiglia Spanu e i compratori, è emersa la possibilità che gli Spanu possano rendere i 130mila euro già pagata da Mossa per acquistare l’azienda e riappropriarsi dei propri beni. Un’eventualità che sarebbe stata possibile grazie all’interessamento della Banca popolare di Arborea, che ha prima vagliato la possibilità di concedere alla famiglia il mutuo necessario, ma soltanto ieri mattina ha comunicato che “l’operazione però, nonostante il tentativo dell’istituto di credito, non si può fare per problemi di liquidità” ha spiegato l’avvocato Alberto Appeddu. Il legale ha lanciato nuovi appelli: «Ci sono altre 6mila di aziende nella stessa situazione — ha detto —. Mi rivolgo nuovamente all’arcivescovo Ignazio Sanna, che si interessi di questo caso umanitario. A tutte forze politiche chiedo la mobilitazione per la creazione di un fondo di solidarietà a favore degli esecutati. Agli enti creditori, Cis, Banco di Sardegna e Banca Popolare di Sassari, lancio una sfida: fermare le aste, azzerrare i debiti e ripartire da capo».

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