La Nuova Sardegna

Oristano

SIMAXIS

Espropri comunali, Pro loco estranea alla denuncia

SIMAXIS. Non è stata la Pro loco a denunciare il Comune, come erroneamente titolato ieri su queste pagine. L’esposto per falso in atto pubblico è firmato dal suo presidente Nicola Cherchi, ma in...

29 maggio 2014
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SIMAXIS. Non è stata la Pro loco a denunciare il Comune, come erroneamente titolato ieri su queste pagine. L’esposto per falso in atto pubblico è firmato dal suo presidente Nicola Cherchi, ma in qualità di privato cittadino e non come rappresentante o peggio a nome dell’associazione. «I fatti in questione, di carattere tecnico e amministrativo, non rientrano tra le specifiche tematiche trattate dall’associazione Pro loco — precisa il presidente in una nota —. Le poche volte che la Pro loco è entrata in merito sulle questioni di gestione comunale, lo ha fatto su tematiche riguardanti esclusivamente l’organizzazione di manifestazioni a carattere turistico-culturale, come da statuto». Il riferimento è alla vicenda dell’esproprio delle terre su cui è stato realizzato il campo sportivo comunale. Le carte sono tornate sulla scrivania del giudice per le indagini preliminari Silvia Palmas a seguito proprio dell’esposto. La tesi, sostenuta in udienza preliminare dall’avvocato Gianfranco Sollai, si basa sul documento emesso dall'ufficio tecnico comunale ed emersi al processo davanti alla Corte d’Appello di Cagliari, dove le terre espropriate per la realizzazione del campo sportivo sono dichiarate “non comprese all’interno delle zone omogenee A, B, C e D definite dallo strumento urbanistico allora vigente”. Quindi, non edificabili. La dichiarazione dell’ufficio tecnico comunale però cozza con il piano di fabbricazione del 1969, dove il lotto risulta vincolato come “zona sportiva” e quindi definito “zona B”. Una definizione confermata dal piano urbanistico del 1984 che definisce le aree servizi S, come quella del campo sportivo, appartenenti alle zone omogenee di tipo B. Quindi, edificabili. Il pm Armando Mammone, nell’udienza preliminare, giovedì scorso, ha chiesto l’archiviazione, in quanto “non sono emerse responsabilità di terzi per il fatto ipotizzato”. L’avvocato Sollai ha però proposto opposizione alla richiesta di archiviazione, motivandola con la tesi che il responsabile sarebbe facilmente individuabile con l'acquisizione agli atti della copia del certificato di destinazione urbanistica. Il gip si è riservato la decisione.

Caterina Cossu

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