Nuova guerra di Abbanoa: «Spostate i contatori»
Il gestore del servizio idrico chiede a circa 1.500 utenti di riposizionarli Decine di raccomandate e cresce il timore: consumatori costretti a spese ingenti
ORISTANO. Le raccomandate vengono interpretate dagli utenti per lo più come minacce. O si sposta entro trenta giorni dalla data di ricevimento della missiva il contatore «in luogo idoneo», ma non meglio specificato, oppure Abbanoa staccherà l’acqua. Le spese? Manco a dirlo, sono a carico dell’utente. Ma, una volta interpellato l’idraulico di fiducia, il costo dei lavori può arrivare anche a 1.500 euro. E attenzione, avvisa il professionista. Se si eseguono i lavori senza aver sentito Abbanoa, poi arriva il tecnico per il sopralluogo e può far spostare nuovamente tutto.
Ed ecco che il pensionato che vive con un migliaio di euro al mese o la madre single che ha a malapena 800 euro di stipendio da commessa part time si ritrovano a fare la fila agli uffici cittadini di Abbanoa, con una semplice e chiara domanda: «Perché?».
La campagna massiccia scattata in queste ultime settimane da parte del gestore della rete idrica sta mietendo vittime in tutta la città. Si tratta dell’adeguamento dei contatori interni, utenze nate per la maggior parte tra gli anni ’60 e ’70, quando i contatori venivano posizionati dentro le abitazioni, ma prevalentemente in ambienti esterni, come giardini o sottoscala, ma anche sotto i lavelli delle cucine. Una collocazione che con la gestione moderna e la lettura con contatore fuori dalle abitazioni da parte di Abbanoa va adeguata.
Le raccomandate incriminate però, fa sapere la società tramite l’ufficio stampa, sono in realtà dei solleciti. Arrivano, infatti, a quegli utenti che da oltre un anno Abbanoa tenta di contattare tramite i propri tecnici per effettuare la lettura del contatore, ma non sono reperibili. Si tratta di case dove il campanello suona a vuoto oppure abitazioni dove i tecnici vengono mandati via. Tali utenti «Avrebbero potuto fornire i dati tramite la lettura autonoma, ma non l’hanno fatto», spiega Abbanoa sul suo sito attraverso il link sulla home page dedicato proprio all’adeguamento dei contatori interni, con cui si spiegano tutta la procedura e il regolamento relativo. E «come prevede il regolamento del Servizio idrico integrato, le utenze che si trovano in questa situazione possono essere slacciate se non vengono regolarizzate dai titolari».
Le segnalazioni sono arrivate per la maggior parte dal quartiere del Sacro Cuore, ma anche il centro storico è stato individuato come una delle zone più problematiche. Sono quasi 1.600 in città gli utenti fantasma scovati nel controllo del censimento, all’epoca del passaggio di consegne della gestione tra Comune e Abbanoa.
Per quanto riguarda i contatori interni, la vicenda però appare controversa. Agli sportelli, infatti, viene aperta una pratica che costa, in alcuni dei casi segnalati, 110 euro. Gli addetti prendono i riferimenti telefonici dell’utente e li passano al tecnico, che provvederà a fissare un appuntamento. Incontro al quale l’utente dovrà far partecipare il proprio idraulico di fiducia, avvisandolo in anticipo e creando la prevedibile difficoltà di conciliare il tutto. Ma è la spesa per l’adeguamento del contatore che preoccupa più di tutto.
«Abbanoa arriva a coprire le spese fino alla cinta muraria della proprietà privata, che è suolo pubblico – spiega la società tramite l’ufficio stampa –. Dopo quella linea ideale, le spese per l’adeguamento dell’impianto sono a carico dell’utente». Ed ecco, dunque, la necessità del sopralluogo del tecnico Abbanoa per decidere il posizionamento del nuovo impianto.
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