Notte di urla dietro le grate del carcere di Massama
ORISTANO. Urla fischi e qualche pentola che viene battuta sulle grate. Anche la notte scorsa una parte dei detenuti del carcere di Massama ha protestato. Non vogliono che si abbassi la guardia sulle...
ORISTANO. Urla fischi e qualche pentola che viene battuta sulle grate. Anche la notte scorsa una parte dei detenuti del carcere di Massama ha protestato. Non vogliono che si abbassi la guardia sulle attuali condizioni di vita all’interno del carcere. Dopo la lettera della scorsa settimana, nella quale venivano denunciati i disagi di una ferrea detenzione, la notte scorsa hanno fatto il bis protestando a modo loro contro queste disposizioni imposte proprio dal tipo di detenzione alla quale sono sottoposti i carcerati in regime di alta sicurezza.
I fischi e le urla messi in atto nel cuore della notte per alcune ore si sono sentiti anche a notevole distanza, amplificati dal silenzio irreale della zona periferica della frazione. Come avevano ribadito nella lettera inviata alla Nuova e a Maria Grazia Calligaris, presidentessa dell’associazione Socialismo, diritti e riforme, i detenuti hanno ribadito anche la notte scorsa le difficoltà a vivere una detenzione civile condizionata ancora una volta dalle normative volte dallo Stato. Nel lungo elenco delle rivendicazioni, ribadiscono la carenza di corsi di formazione, la riduzione dei compensi per i lavori svolti, l’affollamento delle celle e le carenze di attività culturali e sportive.
I detenuti sostengono che ci sono distorsioni sostanziali sulle disposizioni previste dalle normative. Secondo quanto è trapelato dalla direzione della Casa circondariale di Massama, un terzo circa dei 270 detenuti ha promosso la nuova manifestazione di protesta. La maggior parte di loro, infatti è stata trasferita in Sardegna in regime di Alta sicurezza, tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di del 2013 dalle carceri del nord Italia.
Quasi tutti sono meridionali, soprattutto pugliesi e siciliani. Le poche informazioni della direzione del carcere confermano la nuova protesta, ma è stato ribadito che si sta facendo il possibile per venire in contro alle richieste dei detenuti. Rispetto allo scorso anno molte cose sono cambiare in meglio, ma è quasi impossibile assecondare tutte le richieste. Ad iniziare dalla presenza di due o anche tre detenuti per cella, inevitabile quando il loro numero è cresciuto oltre misura. Così come sono stati limitate, solo per la carenza di risorse, le attività lavorative. Anche per le attività ricreative la Direzione deve fare i conti con i pochi spazi disponibili e con il numero delle richieste. Si deve quindi optare o per il campo da calcetto o per la saletta dove si svolgono le altre attività culturali o formative.
Per quel che riguarda la carenza delle visite mediche, è lo stesso servizio sanitario che ricorda la media di oltre mille visite al mese effettuate. (e.s.)
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