Sa Mesa Longa deturpata, in spiaggia anche siringhe
San Vero Milis, preoccupanti le condizioni di una delle località più frequentate Le passerelle sono completamente distrutte e dappertutto campeggiano i rifiuti
SAN VERO MILIS. C’è un’altra estate dietro le polemiche sul caso-chioschi e sull’approvazione del Piano di utilizzo dei litorali. Il calendario, infatti, non aspetta i chiarimenti tra le parti e scorre senza freni verso la bella stagione. Il ponte del 2 giugno ha però messo in mostra l’aspetto meno appetibile della “questione coste”. Oltre alle bellezze naturali, quasi struggenti nella loro splendida imponenza, c’è ben poco. La situazione peggiore è quella della spiaggia di Sa Mesa Longa, un gioiello incastonato tra le falesie a picco sul mare di Capo Mannu e le rocce di punta Tonnara.
Nonostante sia uno degli angoli più ricercati della zona, la spiaggia di sa Mesa longa è irriconoscibile anche per chi la frequenta da anni. «Mai vista in queste condizioni», racconta Matteo che è rimasto a bocca aperta davanti a uno spettacolo degno di censura, «tutto ma non le siringhe, ne ho viste due proprio sulla sabbia». Un altro dettaglio che ha disturbato il bagnante è stato vedere una famiglia, con tre bimbi piccoli, ripulire la spiaggia dai segni di un falò: «Si sono dati da fare, sembra che questa sia l’unica strategia possibile per godere di questo posto».
Effettivamente, oltre all’immancabile spazzatura gettata un po’ ovunque, mancano anche i cestini e i cassonetti. L’igiene è dunque affidata al buon senso dei visitatori che non sempre brillano per impegno e iniziativa. I risultati sono seminati lungo la spiaggia e lungo le strade che raggiungono l’arenile.
Tra gli argomenti caldi, ovviamente, non poteva mancare quello legato all’attenzione dell’amministrazione comunale sulle infrastrutture che servono la spiaggia, anche se in questo caso sarebbe più giusto usare il singolare. La passerella che conduce in riva al mare è ridotta a un puzzle di assi marce e pericolanti. Nei punti in cui le assi sono saltate, poi, spuntano chiodi arrugginiti che insidiamo ciabatte e piante dei piedi dei turisti più distratti.
Un discorso a parte merita la porzione di passerella che, staccata dal corpo centrale, è finita a pochi metri dalla riva. Forse un tempo la pedana solitaria era attaccata al resto delle assi, forse è stata staccata deliberatamente per motivi destinati a rimanere oscuri. Una cosa è certa, chi localizza i problemi delle borgate solo sull’aspetto che riguarda lo sfruttamento turistico del lungomare tra Putzu Idu e Mandriola corre il rischio di essere tacciato d’ottimismo cronico.
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