La Nuova Sardegna

Oristano

Giovani derubati, due condanne

Due anni e otto mesi agli aggressori che avevano un coltello e presero 52 euro

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ORISTANO. Dissero di voler acquistare del “fumo”. Ma forse quella era solo una scusa, perché nel momento in cui i due che vennero individuati come i presunti venditori chiarirono di non avere droga con sé, iniziarono i guai, terminati ieri con la condanna dei due protagonisti dell’episodio che avvenne tra le strade del quartiere di Torangius.

I trentenni Giorgio Casu e Mauro Porcu dovranno scontare due anni e otto mesi per rapina aggravata. Con sé infatti avevano un coltello del quale facevano bella mostra, sebbene non lo puntarono mai contro gli altri due ragazzi. Fatto sta che, secondo la ricostruzione del pubblico ministero Marco Ulzega, i due amici utilizzarono metodi di convincimenti un bel po’ aggressivi per ottenere ciò che volevano. Di fronte al diniego del “fumo” fecero una sorta di perquisizione, dalla quale ottennero i telefonini cellulari e 52 euro. Restituirono i primi, si tennero i secondi, ma prima di andare via completarono l’opera bruciando le calze delle due persone aggredite.

Immediatamente riconosciuti dalle loro vittime, furono denunciati e quindi processati con rito abbreviato su richiesta degli avvocati Andrea Crobu e Massimiliano Carta. La difesa ha chiesto la loro assoluzione o in alternativa la derubricazione del reato perché, se è vero che i due avessero con sé il coltello a serramanico, non è chiaro chi lo tenesse in mano e se questo fu realmente utilizzato. Non è andata così perché ha prevalso la linea della pubblica accusa che aveva chiesto la condanna a due anni e mezzo.

Enrico Carta

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