La Nuova Sardegna

Oristano

In arrivo nuove regole per le risaie

Vertice tra le amministrazioni e le associazioni di categoria: assente l’Asl

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ORISTANO. La bozza del regolamento c’è e le regole in futuro dovranno essere le stesse per tutti i paesi dell’Oristanese. I Comuni hanno 20 giorni di tempo per esaminarlo e presentare rilievi. L’omologazione, infatti, sarà obbligatoria solo per le future risaie. Mentre, per quelle già esistenti non ci saranno interventi sostanziali. Ieri mattina le cinque pagine del documento sono state visionate in Provincia dagli enti coinvolti nella questione risaie. Tutti tranne uno, però, che poi era quello fondamentale. Per un disguido legato a un difetto di comunicazione, pare, l’Asl di Oristano non era presente. Il direttore generale Mariano Meloni, contattato telefonicamente ieri a fine mattinata, non sapeva nemmeno della convocazione del tavolo, così come era ignaro il dirigente del dipartimento per la Prevenzione, Giuseppe Fadda. Quest’ultimo ha, in ogni caso precisato, che la posizione dell’Asl in merito all’argomento è rimasta immutata. Circa un mese fa, infatti, in un incontro con i residenti di Sa Rodia che hanno fatto scoppiare il caso risaie, lamentando la vicinanza eccessiva alle case dei campi nella zona e chiedendo rassicurazioni sull’eventualità di un allarme sanitario per la presenza di ristagni d’acqua che possono favorire la proliferazione della zanzara killer, i medici ed i veterinari della Asl avevano rassicurato i rappresentanti del comitato. Esistono sistemi di sorveglianza epidemiologica, quali le trappole per gli insetti (una delle quali collocata proprio a Sa Rodia) e le analisi sui volatili trovati morti o abbattuti per il piano di depopolamento.

Vero è che, i particolari emersi dalla bozza messa sul tavolo di ieri, faranno quantomeno discutere.

Centrale la distanza imposta per le nuove risaie di almeno 200 metri dal centro abitato o dai punti di captazione delle acqua potabili destinate a uso umano, di 50 da case sparse e aggregati, di 150 metri da ospedali, case di cura e scuole, e di 50 metri da impianti sportivi.

Ha fatto già molto discutere, invece, la procedura prevista dalla bozza del regolamento per le future domande per la coltivazione del riso, definita da molti troppo macchinosa per l’iter burocratico da affrontare agli sportelli comunali. L’approvazione dell’Asl, che attesta l’assenza di rischi sanitari, e del Consorzio di bonifica, cui è affidata la gestione delle acque, dovrebbero essere di per sé sufficienti e giustificare uno snellimento della procedura per l’approvazione.

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