La Nuova Sardegna

Oristano

«Menomazioni insufficienti per l’indennità»

Le precisazioni dell’Inps sul caso della donna oristanese colpita da una grave e rara malattia

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ORISTANO. «La valutazione del grado di infermità della signora Tanda è stata effettuata, da parte della commissione medica, sulla base delle patologie documentate dai certificati medici prodotti e dall’esame clinico, alle quali sono state assegnate le percentuali di invalidità previste nella tabella ministeriale di invalidità civile. Alla somma delle percentuali con calcolo riduzionistico, è seguita la valutazione dell’incidenza delle menomazioni sulla capacità lavorativa confacente. Tali calcoli hanno determinato una valutazione complessiva delle menomazioni non sufficiente al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento».

L’Inps interviene sulla vicenda di Erminia Tanda, la donna, colpita da una malattia rara e sottoposta alla chemioterapia, che si è vista rifiutare il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. «Non posso più lavorare tanto che ho dovuto chiudere il mio negozio di informatica. Anche mio marito, per potermi assistere, ha dovuto rinunciare al lavoro». Così Erminia Tanda, 41 anni fra qualche mese, madre di una ragazzina di dodici, aveva raccontato su La Nuova gli effetti devastanti dei diversi cicli di chemioterapia alla quale si deve sottoporre per combattere il Les, una malattia autoimmune che le è stata diagnosticata la scorsa estate. «Per la terapia devo recarmi al Policlinico di Monserrato, ma non sono in grado di guidare, così devo farmi accompagnare ogni volta», questo in sintesi il racconto degli effetti collaterali della cura, unica arma contro il progredire della malattia. Ora la risposta dell’Inps, attraverso una nota del responsabile della “Funzione medico legale”, Salvatore Scarduzio. Replica che non aggiunge nulla di nuovo e non chiarisce neppure il dubbio sollevato dalla protagonista della vicenda. «Temo che, trattandosi di una malattia rara, in Sardegna, per quanto mi risulta, solo io ed un’altra persona ne siamo colpiti, l’Inps non sappia come comportarsi – aveva detta Erminia Tanda – del resto, quando presentai la prima istanza alla Asl, l’Azienda sanitaria mi inviò all’Inps».

Insomma, una replica che non allevia il dramma di una persona che aveva chiesto quell’assistenza (meno di 600euro al mese) «per poter andare avanti», aveva detto infatti Erminia Tanda, senza nascondere la reale necessità di quell’assegno che, ha sempre detto «non avrei mai voluto chiedere. Non voglio elemosine: se e quando guarirò, rinuncerò all’assegno di accompagnamento che ora credo mi spetti». Nella nota, il funzionario dell’Inps, afferma «la signora può tuttavia, agire in giudizio con una istanza dinanzi al Tribunale». Ricorso che Erminia Tanda aveva già intenzione di presentare, ma che, anche vincendolo, non cancellerà il senso di sconfitta di quella bocciatura da parte della commissione medica dell’Inps «più doloroso della mia malattia e della chemioterapia».

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