Linea soppressa, la protesta dei pendolari
ORISTANO. «Se Trenitalia cancellerà il treno per Cagliari delle 5,30 io ed altri pendolari non potremo raggiungere il posto di lavoro». Silvio Colatriano da 18 anni viaggia in treno ogni giorno per...
ORISTANO. «Se Trenitalia cancellerà il treno per Cagliari delle 5,30 io ed altri pendolari non potremo raggiungere il posto di lavoro». Silvio Colatriano da 18 anni viaggia in treno ogni giorno per raggiungere il suo posto di lavoro, la sede Telecom di Cagliari. Con l’arrivo dell’estate e le vacanze scolastiche, ogni anno lui ed altri pendolari devono fare i conti con la sospensione delle corse dei treni istituite per gli studenti. Accadrà anche quest’estate, quando, giovedì, come annunciato da Trenitalia, sarà soppressa la corsa delle 5,30, che permette di raggiungere Cagliari alle sette del mattino.
«Il problema è che stavolta Trenitalia sembra decisa ad allungare il periodo di sospensione, con la corsa che riprenderà solo il 15 dicembre. Sei mesi senza treno, per me e gli altri lavoratori pendolari sono davvero troppi», denuncia il signor Colatriano. «Purtroppo non esistono mezzi pubblici alternativi al treno. Così dovrò viaggiare in auto, con costi per me a dir poco proibitivi». L’estate scorsa i pendolari riuscirono a strappare, attraverso una petizione, un rinvio della sospensione della corsa, che continuò a funzionare fino ad agosto. Quest’anno, il rinvio sembra molto improbabile.
«Ho telefonato tante volte, anche all’assessorato regionale ai Trasposti, senza ottenere nulla – denuncia Colatriano – come se i nostri problemi fossero del tutto trascurabili. Invece per noi il treno è indispensabile. Abbiamo appreso inoltre – aggiunge – che qualora il numero dei viaggiatori da Oristano fosse inferiore a dieci, Trenitalia potrebbe addirittura non far partire il treno. E noi resteremmo a piedi. Non mi sembra affatto questo – conclude amareggiato – il modo per gestire un servizio pubblico come i treni».
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