La Nuova Sardegna

Oristano

Il progetto di videosorveglianza ottiene il sì da parte della Regione

di Alessandro Farina
Il progetto di videosorveglianza ottiene il sì da parte della Regione

Bosa, l’iniziativa di dotare la città di un “grande fratello” per la prevenzione risale alla giunta uscente Il sindaco Mastino sposa l’iniziativa, l’amministrazione sta valutando di ampliarla con fondi propri

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BOSA. Videosorveglianza: per la Regione il progetto dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale è ammissibile. Sul fronte della città del Temo l’ex sindaco Piero Franco Casula rimarca sulla pagina internet ufficiale del gruppo “Per Bosa” agli indirizzi della precedente amministrazione. Dall’Ufficio di segreteria del nuovo sindaco Luigi Mastino confermano la volontà di procedere alla realizzazione del “grande fratello” in salsa bosana. Se possibile potenziandolo a fini di monitoraggio della viabilità. C’è aria di (possibile) svolta nella lunga e complessa idea di dotare Bosa ed i comuni del territorio di un sistema di videosorveglianza. Esigenza, caldeggiata dalle forze dell’ordine, emersa più volte in città a seguito di vari reati, soprattutto in chiave di controllo e prevenzione nel vasto reticolo urbano dei diversi quartieri.

«È stata dichiarata ammissibile dalla Direzione generale degli Affari generali della Regione la manifestazione d’interesse per il finanziamento di progetti per la realizzazione di “Reti per la sicurezza del cittadino e del territorio in favore delle amministrazioni comunali della Sardegna”, annunciano dal gruppo “Per Bosa”, guidato dall’ex sindaco Piero Franco Casula. Atto che rende ammissibile per la minoranza il progetto di video sorveglianza che vede protagonisti tutti gli undici comuni dell’Unione. Con Bosa a fare la parte del leone in termini di numero di occhi elettronici. È previsto il posizionamento di circa 35/40 postazioni, che lo stesso Comune dovrà concordare con le forze dell'ordine.

Un progetto a costo zero per l’ente locale, che potrebbe anche incrementare il numero di telecamere previste con l’integrazione di fondi propri, la proposta dalla minoranza. Con “Per Bosa” che stigmatizza l’operazione come «Uno degli obiettivi della nostra Giunta che adesso si potrà raggiungere con l’approvazione del Progetto definitivo che l’Unione dei Comuni dovrà predisporre» salvo ulteriori intoppi burocratici. Idea peraltro condivisa anche dai banchi di Bosa Cominciamo il domani, che ha vinto le elezioni 2014. «Non perderemo nessun finanziamento, nell’interesse della città. Certo se ci sono fondi e abbiamo possibilità di integrare o modulare rispetto ai progetti in itinere prenderemo le decisioni del caso. Ma porteremo avanti quanto già cantierato e finanziato dall’amministrazione precedente» fanno sapere dall’Ufficio di segreteria del nuovo sindaco, attraverso Salvatore Angotzi. Che rimarca, rispetto al progetto di videosorveglianza: «Siamo assolutamente d’accordo. Anzi cercheremo di potenziarlo anche per monitorare la complessa viabilità cittadina», altro nodo su cui probabilmente la nuova giunta avrà da lavorare.

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