La cinese evade dai domiciliari
Una delle tre persone arrestate nell’operazione “Dragone” girava per la città
ORISTANO.
Passeggiava tranquilla in città e non si trovava, come avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari. Ma è stata sorpresa dai carabinieri che l’anno denunciata per evasione. Dongxian Zhou, la donna cinese di 50 anni, indagata nell'ambito dell'inchiesta sull'immigrazione clandestina scoperta dai carabinieri, si trova ora addosso una nuova accusa. I militari hanno incontrato ieri mattina la donna che girava tranquillamente per le vie cittadine e hanno hanno inviato un rapporto alla magistratura. Dongxian Zhou, insieme alla nipote, Zhou Ling, 27 anni, e ad un uomo, Yan Xufei, 39 anni, gestiva ad Oristano una organizzazione criminale finalizzata a favorire l'ingresso di propri connazionali in Italia. Come è stato accertato dall'indagine denominata “Dragone” e diretta dai carabinieri di Oristano, gli indagati, con la complicità di altre sei sardi avevano messo in piedi fittizi rapporti di lavoro familiare, per colf e badanti, consentendo a una quarantina di cinesi di arrivare in Italia e di ottenere i permessi di soggiorno.
Molti di loro poi sparivano in giro per l'Italia oppure lavoravano in altri settori. Uno dei prestanome dei contratti fittizi era Ubaldo Schirru, il pensionato di San Vero ritrovato morto nel 2012 nel fiume Tirso. Erano quasi sempre gli stessi prestanome, o gli stessi immigrati cinesi ad individuare le persone alle quali proporre i contratti di lavoro fasulli. Come hanno accertato i carabinieri, in diversi occasioni, ai prestanome non veniva offerti non solo soldi, ma anche dei rapporti sessuali.
Le ipotesi di reato contestate (tra arrestati e indagati sono coinvolte 23 persone)sono di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e delle presenza non regolare nello Stato italiano e falso ideologico. Rischiano da 4 a 15 anni di carcere. Determinanti, ai fini delle indagini, sono stati i controlli ed i riscontri delle banche dati tra Prefettura, Inps ed Ispettorato del lavoro. Le anomalie evidenziate dai carabinieri dell'Ispettorato del lavoro hanno fatto luce sull'indagine durata oltre un anno.
Elia Sanna
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