Bocciato l’appalto degli scuolabus
Il Tar accoglie il ricorso della ditta arrivata seconda. Annullata l’aggiudicazione
ORISTANO. Tutto da rifare. Il Tar boccia la gara pubblica con la quale il Comune aveva affidato il servizio di trasporto scolastico per il prossimo triennio. Un appalto da un milione e 63mila euro, distribuiti appunto su tre anni, ora è tutto da rifare, dopo che i giudici del Tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso presentato da chi all’asta era arrivato secondo. I giudici non hanno ancora motivato la sentenza. Lo faranno nelle prossime settimane, ma quel che conta è che il procedimento, gestito dalla dirigente comunale Maria Grazia Zoccheddu e che aveva visto uscire vincitrice un’associazione temporanea d’imprese, viene ritenuto irregolare.
A presentare ricorso contro il Comune e contro le ditte che si erano associate – Garau Mauro Autonoleggio, Fara Antonio Gian Franco e Autonoleggio Mariano Tour – era stata la Co.Bus 90 che non aveva gradito l’esito della gara d’appalto, ritenendo che non fossero stati rispettati i canoni preventivamente stabiliti.
Il Comune e le ditte vincitrici avevano deciso di resistere in giudizio, convinte di essere nel giusto. L’amministrazione, che aveva anche chiesto preventivamente un ulteriore parere legale, si era affidata agli avvocati Stefano Porcu e Mauro Barberio; le ditte che si erano aggiudicate la gara d’appalto avevano invece scelto gli avvocati Benedetto Ballero, Francesco Ballero e Francesco Manca; infine la Co.Bus 90, che già in passato aveva gestito l’appalto, aveva affidato le sue ragioni agli avvocati Luca Casula e Federico Pinna. E di ragioni evidentemente ne aveva da vendere, visto che dai giudici è arrivato l’accoglimento del ricorso e il conseguente annullamento della determina con la quale si aggiudicava la gara d’appalto.
La prima sezione del Tar, presieduta dal giudice Lucrezio Monticelli, consiglieri i giudici Grazia Flaim e Giorgio Manca, ha invece rigettato la domanda di risarcimento del danno, ma ha condannato il Comune al pagamento delle spese giudiziali a favore della società ricorrente e alla rifusione del contributo unificato. Per l’amministrazione questo significa che ci sarà da affrontare anche una spesa di circa quindicimila euro. Una botta inattesa, che rischia di cancellare quanto di buono l’appalto conteneva e cioè il risparmio di circa centomila euro rispetto al precedente appalto. (e.c.)
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