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La cultura di San Ciriaco in una tre giorni di studi

TERRALBA. I tesori dell’archeologia di San Ciriaco al centro di una tre giorni di studi. La Regione e l’Università di Cagliari nell’ambito di un progetto sulla promozione della ricerca scientifica e...

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TERRALBA. I tesori dell’archeologia di San Ciriaco al centro di una tre giorni di studi. La Regione e l’Università di Cagliari nell’ambito di un progetto sulla promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione in Sardegna hanno organizzato un convegno di studi dal 23 al 25 giugno sulle testimonianze della cultura di San Ciriaco di Terralba e il suo ruolo nell’affermazione dell’economia produttiva della Sardegna neolitica. Si tratta infatti di una civiltà sviluppatasi nel Neolitico Recente in Sardegna, e che ha preso questo nome proprio perché numerose testimonianze materiali di questo periodo si trovano nella zona della chiesa di san Ciriaco. Dei tre incontri, due si terranno a Cagliari nella Cittadella dei musei, mentre l’ultimo si terrà nel tetro civico di Terralba. «Con grande piacere offriamo ospitalità a questi studiosi, che l’ultimo giorno degli incontri si faccia qua ha davvero la sua importanza, non vediamo l’ora di sentire se ci sono delle novità – commenta l’assessore alla Cultura Stefano Siddi –. L’organizzazione di questo evento da parte dell’Università e della Regione dimostra che il nostro territorio ha davvero un patrimonio importantissimo». Il 23 giugno alle 16 a Cagliari si parlerà dell’origine, cronologia e diffusione della cultura di San Ciriaco, il 24 (ore 9.30) si parlerà di strutture abitative e contesti funerari, infine il 25 alle 9.30 si discuterà di produzioni materiali: aspetti tecnologici, morfo-tipologici e funzionali, assetti paleoeconomici e paleoambientali, manifestazioni simboliche e rituali, e del coevo quadro di riferimento nel Mediterraneo. Ma quest’importante convegno di studi non resterà un’iniziativa isolata, sarà di stimolo per proseguire con un progetto già intrapreso: «Questo convegno conferma e dimostra che abbiamo tanto da dare e da dimostrare come territorio, per questo stiamo portando avanti il progetto per la realizzazione di un museo nella Villa Atzeni – continua Siddi –. L’archeologo Carlo Lugliè sta redigendo un progetto espositivo che poi sottoporremo all’attenzione dell Sovrintendenza e si vedrà cosa è possibile fare, anche perché i materiali del nostro territorio sono davvero tantissimi, c’è un grande patrimonio che aspetta solo di essere valorizzato». Tutti i reperti trovati in diverse campagne di scavo in diverse zone del territorio si trovano infatti nel magazzino di Villa Atzeni: come gli scavi di Van Dommelen in località Truncu e molas, i reperti trovati dai due appassionati terralbese Artudi e Perra in diverse zone del territorio, reperti della zona di San Ciriaco, e tanto altro.

Cristina Diana

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