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Terzo giorno senz’acqua, oggi un vertice

Terzo giorno senz’acqua, oggi un vertice

A Sedilo ancora disagi per la popolazione, servita dalle autobotti. Abbanoa studia le soluzioni

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SEDILO. Nella tarda mattinata di ieri per Sedilo è scoccato il terzo giorno consecutivo senza un goccio d’acqua corrente, che alle otto di sera rappresentava ancora un miraggio. I disagi sono stati notevoli. In municipio è proseguita la processione dei cittadini che chiedevano l’approvvigionamento idrico sia per le utenze domestiche che per le attività commerciali e produttive. Sin dalla prima ora il Comune ha coordinato le operazioni aprendo una corsia preferenziale per le situazioni di estremo disagio, e ancora ieri ha stabilito priorità d’intervento per gli edifici di pubblica utilità, come l’ospizio parrocchiale e la Comunità alloggio, per le donne sole, le famiglie con presenza di anziani, disabili e bambini, mentre per oggi ha disposto la chiusura della scuola statale dell’infanzia. Ieri mattina hanno fatto rotta su Sedilo quattro automezzi della protezione civile per rimediare alla penuria d’acqua. Intorno alle 17 Abbanoa ha fatto sapere di aver tamponato l’ultima di un’incredibile sequenza di falle che si sono aperte nel tratto della condotta che alimenta il serbatoio di Bau Pirastu, un’infrastruttura in fibra di cemento costruita negli anni Settanta e oggi ridotta a un colabrodo. «E in presenza di forti sbalzi termici è soggetta a rompersi più facilmente», hanno spiegato dagli uffici di Abbanoa, che a metà pomeriggio ha preannunciato il ripristino del servizio idrico nel giro di qualche ora, a condizione che nel frattempo non si fossero aperte altre fenditure. Contemporaneamente ai lavori di riparazione lungo la linea foranea si è cercato di rimettere in funzione i pozzetti di sfiato con l’obiettivo di alleggerire la pressione dell’acqua. La successione di guasti, infatti, sarebbe riconducibile all’ incapacità degli impianti dislocati in un tratto della rete tra Sedilo e Borore di reggere l’urto del flusso nel momento in cui l’acqua viene reintrodotta nella rete. Per individuare almeno due valvole di sfogo si è reso necessario l’ intervento di un escavatore: l’unico mezzo per trovare i pozzi sepolti sotto i cumuli di terra, pietre e detriti dell’ex discarica, l’emblema di anni d’incuria e di abbandono. In questa fase il Comune è subentrato ad Abbanoa noleggiando una benna, che è entrata in azione ieri mattina tra Lighei e Mazzoneddu. Ma se anche la soluzione funzionasse sarà soltanto un rimedio tampone. Urge una terapia d’urto. Il gestore unico del servizio idrico ne sottopporrà una oggi al commissario straordinario dell’Autorità d’ambito per la Sardegna, cui sarà consegnata una relazione sugli interventi strutturali necessari per risolvere in maniera definitiva il problema. L’idea è di realizzare una condotta di circa 600 metri sopra quella esistente.

Maria Antonietta Cossu

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