I benefici della medicina narrativa
Un nuovo filone terapeutico inserito nella programmazione triennale dell’Asl
ORISTANO. Si chiama Medicina narrativa, non sostituisce bisturi e farmaci ma pare faccia molto bene. Ne sono convinti alla Asl 5 di Oristano dove questo nuovissimo filone terapeutico è già stato inserito nella programmazione triennale, caso unico finora in Italia. Questo le è valso l'invito al tavolo dei relatori della Conferenza internazionale organizzata nei giorni scorsi a Roma dall'Istituto Superiore di Sanità proprio sul tema della Medicina narrativa. Che utilizza carta e penna come veri e propri strumenti di cura. Utili sia al paziente, che raccontando la propria malattia impara non solo a convincersi e ad affrontarla, ma anche a evidenziare limiti e criticità della controparte, sia per il medico, che invece può imparare a capire e valutare meglio non solo le esigenze del paziente ma anche la correttezza del proprio operato.
«Ascoltare il paziente - conferma il direttore generale dell'Asl 5 Mariano Meloni - significa arrivare a diagnosi più corrette e più rapide e instaurare con i malati una alleanza terapeutica che permette loro di aderire con maggiore convinzione alle cure proposte e renderle quindi più efficaci».
Il progetto di Medicina narrativa della Asl di Oristano ha già coinvolto un centinaio di operatori sanitari di cinque unità operative impegnate nella cura di malattie croniche.
«Ogni unità - ha spiegato la relatrice del progetto Eliana Zuin - produrrà cinque storie che poi saranno analizzate e presentate nel corso di un convegno che si terrà in città a fine anno».
Ma il progetto della Asl oristanese è pioniere anche per un altro motivo: «Ciò che è emerso dalla conferenza internazionale – rileva Eliana Zuin, – è che occorrono delle linee guida comuni che orientino le aziende sanitarie nell'applicazione della medicina narrativa e nella raccolta delle storie. Attualmente un panel di esperti internazionali è al lavoro per crearle, ma la nostra Azienda sanitaria si è già data queste regole, perché a monte c'è già stato un lavoro di formazione, di studio e di elaborazione di uno strumento narrativo che orienterà sanitari e pazienti nel racconto delle proprie emozioni e della propria storia».
Storie che, una volta raccolte, saranno analizzate e presentate nel corso di un convegno che si terrà a fine anno a Oristano ed avrà l'obiettivo di decodificare le suggestioni, le difficoltà e i dolori affidati a un foglio di carta per tradurli in percorsi di diagnosi e cura più umani e più efficaci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google