La tecnologia che batte Quasimodo
L’appuntamento degli studenti degli istituti superiori oristanesi con la prima prova dell’esame di maturità
ORISTANO. La traccia a indirizzo storico politico sulla violenza e non violenza nel ‘900 e il tema di attualità sulla pervasività delle tecnologie sembrano averla fatta da padroni, visto che con il programma quasi nessuno era arrivato fino a Quasimodo.
Partenze puntuali per quasi tutti gli istituti, il più ritardatario il liceo classico De Castro dove ci sono stati un po’ di problemi tecnici con l’apertura del plico telematico. Qualcuno però non ha tardato a consegnare e alle 13,15 già varcava la soglia. «La tensione vera sarà per la versione di greco, perché non sappiamo che autore potrà capitarci. Oggi penso che tutti fossimo in grado di sviluppare almeno una traccia, quindi tutto sommato c’era meno ansia» hanno spiegato Giulia Minnai e Serena Raspa della 3a E, che hanno optato entrambe per il tema sulla violenza.
Pierluigi Trudu e Alberto Cauli della 5a H Aeronautica dell’istituto tecnico Mossa hanno scelto, invece, il tema ad argomento tecnico scientifico, sviluppato l'uno nella forma del saggio e l'altro dell’articolo di giornale. «Ci hanno detto che siamo stati fortunati quest’anno, ma le tracce ci sono sembrate ugualmente impegnative, anche se alla nostra portata — hanno commentato i ragazzi —. Molti di noi hanno escluso a priori letteratura e analisi del testo, perché anche se con il programma ci siamo spinti fino al tardo ‘900, non è esattamente il nostro pane quotidiano».
Alle Magistrali fa più paura la prova di indirizzo di oggi e il quizzone della terza prova, domani. «Se penso a come tremavamo prima di entrare — ha sorriso Eleonora Pisu della 5a A a indirizzo Linguistico —, dopo che ci siamo seduti e abbiamo letto le tracce è stato come fare un normale compito in classe».
Una prima prova affrontata senza stress anche all’istituto industrale Othoca, dove il saggio breve sulla violenza è stato accolto dagli studenti con molto favore. «È un argomento sul quale la scuola ha battuto tanto, con eventi di sensibilizzazione in maniera particolare, dunque chi come me l'ha scelto si è sentito preparato e sicuro» ha commentato all'uscita Emanuele Malloci della 5a G a indirizzo informatico. E anche chi non aveva proprio una preparazione impeccabile, si è arrangiato. «Vivo nella periferia di un piccolo paese come Cabras e mi sono lasciato ispirare dalla mia esperienza per sviluppare il tema sulla periferia e l’approccio innovativo di Renzo Piano — ha aggiunto Andrea Casu della 5a D di Elettrotecnica —. Qui tutti aspettiamo con una bella aspettativa la prova tecnica, lì sì che daremo il meglio di noi».
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