I pendolari pronti a denunciare Trenitalia
Non si ferma la protesta degli utenti dopo l’entrata in vigore del nuovo orario estivo delle ferrovie
ORISTANO. Levatacce al mattino quando ancora è buio pesto, rientro a casa mai con un orario certo. È dura, anzi durissima la vita del pendolare. Si potrebbe commentare così la situazione, non certo facile, che stanno affrontando i lavoratori pendolari che per recarsi quotidianamente a Cagliari, utilizzano il treno.
Lunedì scorso, a seguito dell’entrata in vigore degli orari estivi, il treno che partiva da Oristano alle 5,01 è stato cancellato. Sostituito da un autobus che però parte alle quattro del mattino con arrivo a Cagliari alle 6,10 dopo un lunghissimo giro fra Terralbese, Marmilla e Medio Campidano.
«Quasi un tour turistico», ironizzano i pendolari che pur di non arrivare in ritardo al lavoro si sono adeguati ad alzarsi un’ora prima al mattino. Ma i disagi sono tanti. « Viaggiamo in carrozze roventi d'estate e gelide d'inverno, sporche, spesso maleodoranti di gasolio e altre sostanze tossiche, con finestrini bloccati e rotti, sedili stretti sfondati e spazi limitati per muoversi, le toilette sono sporche e maleodoranti manca acqua, sapone, carta igienica e salviettine per pulire le mani».
Non sempre i treni sono puntuali. Ma ciò che pesa di più per i pendolari sono gli orari estivi e la cancellazione di tantissime corse. «Un lusso che i lavoratori non si possono permettere – racconta Nicola Colatriano, dipendente della Telecom e da anni pendolare – fra noi ci sono tanti lavoratori: operatori sanitari degli ospedali, personale delle forze dell'ordine e militari, muratori, lavoratori turnisti e impiegati negli aeroporti, telecomunicazioni, portuali, artigiani e addetti al mercato ittico, commessi: tutti con orari di lavoro da rispettare».
A condividere i disagi con i lavoratori pendolari anche tante persone che devono viaggiare fino a Cagliari per sottoporsi a visite e terapie negli ospedali.
Aggiunge Colatriano: «Rientrare a casa è altrettanto disagevole, fra soppressioni di diverse corse, ritardi e disservizi vari. Il tutto nonostante l'impegno, professionalità, cortesia, disponibilità e serietà dei capitreno, macchinisti e personale viaggiante di Trenitalia». Ora i pendolari, che qualche mattina fa, per protesta, avevano occupato per qualche minuti i binari della stazione di Cagliari, minacciano di ricorrere per vie legali. «Presenteremo una denuncia: il treno è un servizio pubblico e non può essere ridotto in queste condizioni».
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