Il prefetto visita la sede dei vigili del fuoco
Il rappresentante del governo a Ghilarza dopo il paventato trasferimento del comando ad Abbasanta
GHILARZA. L’appello alla compartecipazione alle spese di gestione della sede dei vigili del fuoco lanciato dall’amministrazione ghilarzese agli oltre venti Comuni che ricadono nel territorio di competenza del distaccamento ha trovato nel prefetto di Oristano un’importante cassa di risonanza. In occasione dell’incontro istituzionale di lunedì scoso, Vincenzo De Vivo ha raccolto le istanze degli amministratori e si è impegnato a sottoporre la questione degli interventi migliorativi nella struttura alla Direzione regionale dei vigili del fuoco e di convocare una conferenza di servizi per sensibilizzare al problema della mancata contribuzione agli oneri di gestione i sindaci dei paesi interessati dagli interventi di protezione civile. Dopo un breve colloquio in municipio la delegazione composta dal funzionario governativo, dal sindaco Stefano Licheri, dal capogruppo di minoranza Antonio Piras e dall’ispettore antincendio del Comando provinciale dei vigili del fuoco, Marco Demelas, si è spostata al distaccamento dei vigili del fuoco, riguardo al quale recentemente si è aperta l’ipotesi di un trasferimento al Caip di Abbasanta. Il sito sarebbe stato individuato come alternativa alla sede attuale dei pompieri per sopperire alle presunte carenze strutturali rilevate. Una possibilità remota e fantasiosa secondo il primo cittadino di Ghilarza, del quale lo stesso prefetto pare non fosse al corrente. De Vivo ha invece espresso una valutazione positiva sulla logistica, malgrado l’oggettiva necessità di ampliare alcuni spazi e di sistemare gli esterni. «Il prefetto ha preso atto degli sforzi di questo Comune per mantenere il servizio», ha affermato Stefano Licheri ricordando che da dieci anni l’ ente locale si sobbarca i costi di manutenzione e tutte le spese vive legate al funzionamento del presidio, concesso in uso gratuito. «De Vivo ha condiviso l’opportunità che tutti i Comuni che usufruiscono del servizio territoriale concorrano alle spese», ha riferito Licheri sottolineando le difficoltà di garantire lo status quo in tempi di ristrettezze finanziarie. «Con i tagli i costi sono diventati insostenibili, è giusto che gli oneri siano ripartiti tra tutti i Comuni, come già accade per il Csl». «Non voglio entrare nel merito di questioni politiche, qui si tratta di una valutazione oggettiva – ha detto Antonio Piras, caposquadra nel distaccamento e amministratore di maggioranza all’epoca in cui fu aperto il presidio –. Capire cioè se un servizio come questo sia o no ritenuto utile da tutti. In quest’ultimo caso la scelta deve essere partecipata e i costi suddivisi, magari in proporzione agli abitanti di ogni paese e con una cifra fissa garantita da Ghilarza, che in questo modo potrebbe destinare le risorse risparmiate alla manutenzione ordinaria della struttura».(mac)
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