Tra fantasia e capacità di cambiare: i segnali di un settore vivo e dinamico
Periodicamente, anche su queste pagine, viene dedicato tanto spazio a numeri, analisi e statistiche che descrivono una provincia in crisi, dove le aziende appassiscono e chiudono, dove la grande...
Periodicamente, anche su queste pagine, viene dedicato tanto spazio a numeri, analisi e statistiche che descrivono una provincia in crisi, dove le aziende appassiscono e chiudono, dove la grande industria non ha mai prosperato, dove tutti gli indicatori economici descrivono un quadro negativo e, per alcuni settori, disastroso. Eppure c’è chi non si arrende, chi riesce a innovare, a trovare idee e proposte nuove. A fare impresa, in altre parole. L’idea di questa pagina è nata proprio commentando i dati negativi dell’economia oristanese: per contrasto, è nata dalla voglia di raccontare le storia di chi non si arrende, di cambiare prospettiva, di percorrere strade diverse. E siamo andati alla ricerca di storie “positive”. Non è stato difficile trovarle, per la verità. Le tre che pubblichiamo oggi sono un esempio: se ne possono trovare altre, ugualmente originali, ugualmente istruttive. Sono il sintomo di un’imprenditoria viva che non si arrende alle difficoltà.
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