La Nuova Sardegna

Oristano

Shopping e polemiche: di notte c’è chi dice no

di Michela Cuccu
Shopping e polemiche: di notte c’è chi dice no

Dopo le accuse del presidente dell’Ascom parlano quelli che non hanno aderito Sono soprattutto i titolari dei bar: «Per noi l’apertura notturna è la norma»

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ORISTANO. «Non abbiamo versato la quota perché comunque, a quelle ore i nostri locali sono aperti e garantiscono un servizio alla città non solo poche giorni durante l’estate, ma tutto l’anno». I titolari dei bar che non hanno aderito allo “Shopping sotto le stelle” replicano così alla polemica dichiarazione di Nando Faedda, il presidente dell’Ascom che aveva criticato i titolari degli esercizi che hanno deciso di non aderire all’edizione di quest’anno della manifestazione che propone negozi aperti fino a mezzanotte il martedì fino a metà agosto, ma anche spettacoli di musica, danza e mostre. «Quest’anno il nostro slogan sarà: solo questi esercizi hanno aderito. E nelle pubblicità ci saranno solo loro», ha spiegato venerdì in una conferenza stampa il presidente Faedda. «In questo modo sarà riconoscito lo sforzo dei commercianti che hanno versato la quota di 150euro necessaria per poter allestire l’intera manifestazione».

Ma i titolari dei bar, pur chiarendo di non voler innescare alcuna querelle con gli organizzatori della rassegna, spiegano volentieri la scelta di non versare la quota. «Non posso permettermi di sostenere spese extra. Il mio locale è aperto da troppo poco tempo, più avanti magari si vedrà – spiega Katarzyna Nowak, titolare di Cherie Cafè, in piazza Roma – in ogni caso per noi l’apertura notturna è la consuetudine, non un evento».

È in via De Castro, strada della movida oristanese per antonomasia, che impera lo scetticismo. Fra gli scettici c’è Paolo Marchi, titolare di Catal Cafè: «C’è la crisi, perciò molti di noi non se la sono sentita di versare la quota. In realtà – aggiunge – se la manifestazione fosse stata organizzata meglio le adesioni sarebbero state probabilmente superiori».

Proprio sull’organizzazione degli spettacoli si concentrano le critiche di Walter Mura, titolare di un altro locale della via De Castro, il Cafesino: «Non abbiamo partecipato perché l’intrattenimento in questa strada lascia molto a desiderare: fanno transitare un attimo i musicisti, che non si trattengono neppure pochi minuti di fronte al mio locale. A queste condizioni non vedo perché avrei dovuto versare la quota».

Eppure quest’anno il numero degli esercizi commerciali partecipanti a “Shopping sotto le stelle” è salito a 84, dieci in più rispetto all’anno scorso. «Partecipiamo sempre perché anche questa può essere un’occasione per lavorare e per rendere più ospitale la città», spiega ad esempio Meme del Bar Eleonora. Anche un altro “storico” bar di piazza Roma, “Tonietto Arru”, ha aderito: «Manifestazioni come questa vanno sempre bene – dice la titolare, Ada Capraro –. Magari – propone – si potrebbe estendere a più giorni a settimana, allungandolo fino a settembre». Anche Mauro Canu, titolare dell’omonima libreria di via De Castro è favorevole «aprire fino a tardi offre un servizio alla città».

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