Nove sempre in aula e solo tre consiglieri sotto le 30 presenze
Nel 2013 l’assemblea civica si è riunita per 35 volte Alberto Granese conta il numero minore di partecipazioni
ORISTANO. Ci sono quelli che non ne saltano una e chi è mancato quasi la metà delle volte. Sono molti di più i primi e in generale, quello eletto nel giugno del 2012 non è un consiglio comunale di assenteisti. Anzi, all’ordine del presidente Marco Cossu si può dire che in campo scende sempre una squadra assai compatta di ventisei persone che, ad ogni appuntamento, scelgono di essere tra i banchi dell’aula degli Evangelisti. Sono nove gli stakanovisti di palazzo degli Scolopi e sono coloro che per tutto il 2013 non hanno mancato una seduta di consiglio comunale.
I più presenti. L’anno passato, l’assemblea civica è stata chiamata a riunirsi per trentacinque volte e il registro ha segnato in tutte le occasioni la presenza dei consiglieri Corrado Cocco, Tonino Falconi, Giampaolo Lilliu, Roberto Martani, Gianluca Mugheddu, Emilio Naitza, Giuseppe Obinu, Giuseppe Puddu e Giuliano Uras. Seguono a ruota proprio il presidente del Consiglio e il sindaco che in un’unica occasione non hanno risposto presente. Poi ci sono altri undici consiglieri che vantano un ruolino di marcia quasi perfetto e comunque al di sopra delle trenta presenze.
I meno presenti. Tre sono invece quelli che sono rimasti al di sotto di questa soglia. Salvatore Ledda l’ha sfiorata, fermandosi a ventinove, Roberto Pisanu abbassa leggermente la media con le sue ventisette presenze, mentre in coda al gruppo, staccato di parecchio con ventuno passaggi in consiglio comunale, c’è il consigliere Alberto Granese (spesso è impegnato col lavoro di medico anche il pomeriggio), uno dei quattro del Pd che nei mesi scorsi ha duramente criticato la linea politica del sindaco Guido Tendas. Il due raccolto da Franco Serra che lo collocherebbe all’ultimo posto non va tenuto in considerazione, visto che è stato in Consiglio solo per poche settimane, prima di dover cedere il posto a Massimiliano Sanna che aveva vinto il ricorso e ottenuto l’elezione tramite il tribunale a urne chiuse da diverso tempo.
I costi del Consiglio. Quando tutti sono presenti, una seduta di Consiglio costa 1.389,89 euro – il sindaco, il presidente e Maurto Solinas che la percepiscono già dalla Provincia non percepiscono indennità –. Il gettone di presenza è infatti di 60,43 euro lordi a testa, il che significa che nelle tasche dei consiglieri entra circa una trentina di euro. In tutto il 2013, facendo un calcolo non al centesimo, sono stati spesi circa 46mila euro per il funzionamento della democrazia cittadina. Costi abbattuti quindi rispetto alla precedente consiliatura, quando gli eletti erano quaranta e i gettoni da distribuire erano ovviamente di più.
L’opinione del presidente. «Questo è stato un beneficio anche per la gestione delle sedute – spiega il presidente Marco Cossu, eletto nella lista Insieme –. Devo dire che comunque è un’assemblea alquanto disciplinata. I problemi maggiori, sinora, hanno riguardato la gestione della maggioranza, perché in alcune occasioni è mancato il numero legale e questo ha comportato il rinvio della seduta».
Sempre il presidente traccia poi un bilancio sul numero complessivo dei Consigli svolti. «Ci siamo tenuti su un media di tre sedute al mese – prosegue Marco Cossu –. Era l’obiettivo che mi ero prefissato quando ho avuto l’incarico perché consente ai consiglieri di svolgere in maniera adeguata il loro compito e di discutere gli argomenti all’ordine del giorno in maniera compiuta».
Mai oltre mezzanotte. Un altro obiettivo rispettato è stato quello di evitare che le lancette dell’orologio sorpassassero la mezzanotte. Questo consente al Comune di risparmiare, ma non perché, come molti credono, esista il doppio gettone di presenza, bensì perché si evita di doversi sostituire al datore di lavoro dei lavoratori dipendenti che avrebbero diritto all’assenza nella successiva giornata.
Mai di mattina. «Non c’è stato invece modo di svolgere le sedute di mattina o alle quattro del pomeriggio– conclude Marco Cossu –. Il tentativo è stato fatto e avrebbe evitato il pagamento degli straordinari ai dipendenti comunali e quindi garantito un ulteriore risparmio all’amministrazione. Ma giustamente bisogna fare i conti con le esigenze di tutti e tra gli eletti ci sono alcuni liberi professionisti o imprenditori che avrebbe perso intere giornate di lavoro».
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