Venticinque anni di studi, l’Imc proiettato nel futuro
ORISTANO. Un compleanno speciale. L’International marine centre di Torregrande ha spento ieri le sue prime 25 candeline. È passato infatti un quarto di secolo da quando il Centro marino...
ORISTANO. Un compleanno speciale. L’International marine centre di Torregrande ha spento ieri le sue prime 25 candeline. È passato infatti un quarto di secolo da quando il Centro marino internazionale ha aperto i battenti e ha iniziato a indagare scientificamente il mare e le sue risorse.
Un motivo più che sufficiente per organizzare un convegno che ieri mattina ha ripercorso una parte della storia della fondazione Imc ma soprattutto ha spinto lo sguardo verso il futuro, un tempo che verrà che da questa parti si legge tra le righe dei temi della Blue Economy.
La nuova “mission” è stata introdotta dalla parole del presidente dell’Imc, Paolo Mossone: «Di questi tempi l’unica strategia possibile è puntare sull’eccellenza. Ad esempio, la formazione del personale che si occupa di pesca è un dettaglio imprescindibile per aiutare a gestire le risorse del mare e i prodotti ittici».
Un concetto ribadito, in altri termini, da Angelo Perilli del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). «La ricerca deve interagire con il sistema che la circonda, non può più essere fine a stessa».
Proprio nel campo dell’interazione e dell’eccellenza si sviluppa il concetto di Blue economy, un settore ancora poco conosciuto che si fonda sullo studio e sull’imitazione delle caratteristiche delle specie viventi per trovare nuove tecniche di produzione e migliorare quelle già esistenti.
L’obiettivo è innovare i settori dell’economia che utilizzano sostanze presenti in natura in modo da poter ridurre il volume degli investimenti e aumentare il numero degli occupati, oltre che quello dello sviluppo economico.
D’altra parte, concetti come quello della disoccupazione non esistono in natura e l’obiettivo di chi studia e diffonde l’idea di Blue Economy è proprio quello di fornire un approccio nuovo in grado di spingere l’umanità a fare di più sfruttando (meglio) quello che già possiede. Inoltre, le risorse ittiche e marine devono saranno temi centrali del prossimo futuro.
Un futuro in cui il fabbisogno alimentare del pianeta sarà un problema da affrontare con attenzione e da risolvere tempestivamente. Lo sanno bene anche dalle parti dell’Imc dove, ieri sera, una tavola rotonda, animata dai rappresentanti del mondo accademico e di quello delle associazioni di categoria, ha affrontato proprio i temi della Blue economy e approfondito la conoscenza delle attività di ricerca condotta dall’Imc a favore del sistema produttivo locale.
Claudio Zoccheddu
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