Eolico davanti al Golfo, Interconsult vuole i danni
La società genovese bloccata dalla Capitaneria di porto ha fatto ricorso al Tar Nel documento si ipotizza una richiesta risarcitoria per lo stop al parco offshore
ORISTANO. Hanno tutto il sapore di una vera e propria minaccia le ultime righe del ricorso presentato al Tar del Lazio dalla società Interconsult di Genova contro la bocciatura del suo progetto per la realizzazione di un grande parco eolico al largo del golfo di Oristano.
Dopo aver ampiamente illustrato le proprie ragioni, contestando in particolare la competenza della Capitaneria di Porto e del suo comandante, il capitano di fregata Rodolfo Raiteri, a decidere l'archiviazione dell'istanza di concessione demaniale presentata lo scorso autunno al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i legali della Interconsult spiegano infatti che si riservano di avviare una azione di risarcimento danni nei confronti di chi ha stoppato il progetto senza neanche consentirgli di arrivare alla pubblicazione dell'istanza e alla successiva conferenza dei servizi.
Negli uffici della Capitaneria di Porto di Oristano sono sicuri comunque di aver fatto solo il proprio dovere e di aver valutato oggettivamente tutte gli aspetti del problema, in particolare per quanto riguarda i rischi che la realizzazione dell'impianto comporterebbe per la sicurezza della navigazione.
Non c'è solo il problema delle 50 pale eoliche che restringerebbero in maniera inaccettabile il corridoio di accesso al Porto industriale, aveva spiegato il comandante Raiteri nella relazione conclusiva del cosiddetto vaglio preliminare, ma anche quello del'elettrodotto che dovrebbe correre lungo il fondale fino alla linea di costa proprio nell'area dove le navi gettano l'ancora in attesa di poter entrare in porto.
In attesa che i giudici del Tar si pronuncino, la Interconsult ha presentato anche una richiesta di sospensiva che per il momento però non è arrivata, la questione approda anche sui banchi del parlamento. La deputata oristanese del Partito democratico Caterina Pes ha infatti presentato una interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e a quello dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Dopo aver ribadito i rischi che la realizzazione dell'impianto comporterebbe per la sicurezza della navigazione e l'impatto negativo che il mega parco eolico avrebbe sulla economia locale basata sopratutto su turismo, pesca e ambiente, l'onorevole Pes chiede ai due ministri di assumere con urgenza ogni possibile iniziativa per bloccare un progetto gravemente invasivo e poco rispettoso delle norme che disciplinano l'impatto paesaggistico e ambientale.
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