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Rapina fuori dal bar: è colpevole

Tre anni e due mesi a un giovane riconosciuto dall’avventore

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ABBASANTA. Aveva il volto mascherato, ma a tradirlo e a portarlo alla condanna a tre anni e due mesi furono gli altri indumenti perché quelli furono riconosciuti dall’avventore di un bar che aveva appena vinto una grossa somma al videopoker e che se ne tornava a casa ignaro del fatto che qualcuno lo stesse aspettando e non certo per complimentarsi con lui. Il rapinatore mascherato gli avvicinò un coltello alla gola e si fece consegnare i circa 1.200 euro appena vinti. Nella fuga l’aggressore ne perse 250 senza accorgersene e comunque tornò a casa con un bel gruzzolo.

Forse pensava anche di averla fatta franca, invece gli indumenti che portava indosso furono di grosso aiuto per i carabinieri che dopo pochi giorni arrestarono il giovane Alessandro Atzeni che ieri è stato condannato su richiesta del pubblico ministero Marco Ulzega il quale però si era spinto oltre con le richieste sollecitando una pena di cinque anni.

Ne è arrivata una inferiore, visto che i giudici del collegio, Modestino Villani, Francesco Mameli e Riccardo Ariu hanno ritenuto che non sussistesse il secondo reato contestato, ovvero quello delle lesioni.

La difesa aveva contestato vari aspetti della ricostruzione dell’accusa, partendo prima di tutto dalle modalità con cui fu fatto il riconoscimento del possibile colpevole che sarebbe stato viziato da un precedente incontro tra la vittima e il suo presunto aggressore, poi nuovamente inserito nella rosa di persone di cui vennero mostrate le foto segnaletiche. Non è però bastato per scardinare le accuse. (e.c.)

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