Incursione a Pesaria a casa di Antonio Marchi
ORISTANO. Quel senso amaro di aver subìto una profanazione. Ti rubano le cose da casa, ma, molto peggio, frugano senza invito nella tua vita e lasciano un solco doloroso che va oltre il valore degli...
ORISTANO. Quel senso amaro di aver subìto una profanazione. Ti rubano le cose da casa, ma, molto peggio, frugano senza invito nella tua vita e lasciano un solco doloroso che va oltre il valore degli oggetti che rubano. Così si sentono Antonio Marchi e la moglie Teresa, dopo aver scoperto l’incursione dei ladri nella casa in cui vivono, da 31 anni, a Pesaria.
Antonio Marchi, 69 anni, maestro ceramista, allievo del grande pittore Carlo Contini e del ceramista Antonio Manis, collaboratore del commediografo Antonio Garau, artista a tutto tondo, questa brutta pagina di storia oristanese avrebbe preferito non viverla. Voce spezzata: «Sono entrati a casa, hanno rubato...». Continua Teresa, la moglie. «Stamattina (ieri per chi legge ndr) siamo usciti come al solito e abbiamo chiuso. Senza particolari precauzioni, anche se abitiamo a Pesaria, in aperta campagna, e la casa è isolata. Ma non è mai, mai successo niente». Tranne ieri.
«Siamo tornati un po’ prima del solito, sarà stata l’una e un quarto. Appena entrarai ho notato un disordine strano: un contenitore fuori posto, addirittura su un mobile, e altri oggetti sistemati diversamente. Ho guardato fuori dalla porta, mi sono resa conto che c’era un piccone, un nostro attrezzo. E ho capito che lo avevano utilizzato per aprire la porta.Ho chiesto ad Antonio di salire al secondo piano, nella zona notte, perché io non me la sono sentita».
I cassetti del comò rovistati, un rapido sguardo per capire che mani estranee e frettolose avevano rovistato tra le cose personali. Dove, alzi la mano chi non lo ha mai fatto, custodire magari qualche soldo da tenere così, a disposizione. E i portagioie con i gioielli, quelli di uso quotidiano: al di là del valore economico, indiscutibile, i ricordi di un affetto, un anniversario, di persone care che non ci sono più.
«Si sono portati via circa duemila euro che avevamo messo da parte per un viaggio a Roma che avremmo voluto fare in primavera ma avevamo rinviato, poi anelli, la catenina di mia figlia, un girocollo. Si sono disinteressati delle perle, e sì che erano lì davanti. Hanno rubato il computer poratile, ma non hanno toccato nulla in camera di mia figlia, dove pure c’erano alcuni oggetti d’oro», dice Teresa Marchi.
La casa è zeppa di quadri e sculture di Antonio Marchi. I furfanti che ieri mattina hanno rubato un piccolo pezzo di vita e di tranquillità del maestro e della sua famiglia non le hanno nemmeno viste. Ladri sbrigativi e, c’è da ringraziare, rozzi. Resta l’amarezza della casa violata e di una serenità che sarà impegnativo ricostruire.
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