La Nuova Sardegna

Oristano

SAN NICOLò ARCIDANO

L’integrazione possibile Non un campo, un condominio

di Michela Cuccu

D’ARCIDANO. Cento persone alloggiate in casette prefabbricate: sorge alla periferia di San Nicolò d’Arcidano l’unico campo nomadi autorizzato della provincia. Non è il paradiso, certo, ma almeno qui...

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D’ARCIDANO. Cento persone alloggiate in casette prefabbricate: sorge alla periferia di San Nicolò d’Arcidano l’unico campo nomadi autorizzato della provincia. Non è il paradiso, certo, ma almeno qui qualche servizio essenziale – energia elettrica, acqua corrente, fogne, ritiro dei rifiuti, viabilità non fatta di viottoli sterrati che diventano pantani ad ogni pioggia e illuminazione pubblica, per le famiglie che ci vivono da anni esiste. «Più che un campo è un condominio» ha sempre tenuto a precisare il sindaco del paese, Emanuele Cera, spiegando come in questo piccolo centro del Terralbese, 2800 abitanti, dei quali, il 3,3 per cento è appunto rappresentato dalla comunità Rom, l’integrazione passa attraverso un sistema di accoglienza abitativa. Distrutto, nell’estate del 2011, da un incendio, il campo venne ricostruito a tempo di record, tanto che già nell’ottobre successivo il nuovo villaggio veniva inaugurato. Certo, le difficoltà non mancano: «Vivere in un campo vuol dire vivere la vita in maniera amplificata. Le casette sono tutte attaccate e non hai un minimo di privacy», aveva spiegato Sabrina, una giovane residente del campo in una breve intervista pubblicata da #21 luglio, Onlus che a livello nazionale si occupa dei problemi dei camminanti. Del resto, ogni casetta ha una superficie di 40metri quadri, dove possono vivere anche in undici. «Secondo il Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa – scrive ancora 21 luglio – lo spazio minimo in cella per detenuto dovrebbe essere di 7 metri quadrati, il doppio dello spazio a disposizione per alcuni residenti rom nel “campo” in provincia di Oristano». Tuttavia la differenza fra le misere baracche di cartone, senza acqua ed energia elettrica, tantomeno fognature, abbattute a colpi di ruspa l’altra mattina a Oristano, è abissale.

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