La Nuova Sardegna

Oristano

Il Comune vuole la Ztl, i commercianti si ribellano

di Francesco G. Pinna
Il Comune vuole la Ztl, i commercianti si ribellano

Infuocata assemblea con gli operatori economici nella sala consiliare Ma la giunta Tendas sembra intenzionata ad andare avanti nel progetto

30 luglio 2014
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ORISTANO. Clima rovente, l'altra sera, nella Sala degli Evangelisti a Palazzo degli Scolopi. Colpa dei condizionatori spenti, sicuramente, ma anche e soprattutto del tema oggetto del confronto tra Comune e commercianti, che era la riattivazione e l'allargamento della Zona a traffico limitato. Il sindaco Guido Tendas e gli assessori alla Viabilità, Filippo Uras, e ai Lavori Pubblici, Efisio Sanna, hanno ripetutamente provato a rassicurare la controparte: «Sarà un percorso graduale e condiviso, non vogliamo certo danneggiarvi». Ma la road map ormai è tracciata anche nei dettagli. Primo atto nella Primavera del 2015 con la attivazione dei varchi elettronici necessari a rivitalizzare la Ztl istituita nel 2007 e dimenticata qualche anno dopo. Ultimo atto nel 2017 con la chiusura al traffico anche di via Mazzini, dopo via Contini, via Duomo e forse anche via Tirso.

Il "No" dei commercianti, dei professionisti e degli imprenditori che operano nell'area interessata dal progetto già all'esame del ministero dei Trasporti era scontato. Sarebbero disponibili ad accettare la Ztl solo se scattasse alla chiusura dei negozi e terminasse all'alba e i margini di mediazione e di condivisione a questo punto sono praticamente inesistenti, perché il sindaco Tendas ha già detto chiaramente l'altro lunedì di fronte ai residenti (molto più disponibili dei commercianti) che le attuali sei ore di apertura (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) sono troppe e devono essere drasticamente ridotte.

Per allontanare lo spettro della Ztl commercianti, professionisti e imprenditori giocano anche la carta della disperazione e del dramma sociale. Per Marcella Sotgiu, gioielliera in via Tirso, ma anche presidente del Centro Commerciale naturale del Centro Storico «ora non ci sono le condizioni, non è facile cambiare abitudini consolidate, oggi basta poco per chiudere». Ancora più drastico Remigio Sequi, commercialista con studio in piazza Martini: «Oristano è già ultima in tutte le classifiche economiche, ogni ostacolo alle attività imprenditoriali potrebbe avere un impatto sociale altissimo». Lapidario Benito Piras, bigiotteria in via Dritta: «Una sana e buona amministrazone dovrebbe fare di tutto per portare la gente in centro, non per cacciarla via».

E poi c'è il discorso dei parcheggi. Per la Giunta comunale le vie del Centro non possono sopportare il peso di 60 mila auto. La soluzione allo studio prevede parcheggi a pagamento più cari a ridosso della Ztl cominciando da via Duomo e a tariffe invece molto più convenienti delle attuali nei parcheggi multipiano di via Carducci e vico Verdi già operativi, ma ora sottoutilizzati e in quelli ancora da realizzare in via Mariano IV e al posto della attuale stazione Arst di via Cagliari. Ma i commercianti temono la beffa: «Prima fate i nuovi parcheggi e poi ne riparliamo».

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