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Oristano

le accuse di doddore

Meloni chiede allo Stato un risarcimento di 10 miliardi

Meloni chiede allo Stato un risarcimento di 10 miliardi

ORISTANO. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il questore di Oristano Francesco Di Ruberto hanno tempo fino al 25 gennaio del 2015 per costituirsi in...

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ORISTANO. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il questore di Oristano Francesco Di Ruberto hanno tempo fino al 25 gennaio del 2015 per costituirsi in giudizio, pena la dichiaraizone di contumacia, nella causa per risarcimento danni avviata nei loro confronti dall'indipendentista di Terralba Salvatore Meloni in proprio e nella sua qualità di rappresentante legale del partito indipendentista Paris Malu Entu e del movimento politico Meris. L'udienza per la trattazione della causa è già stata fissata dal Tribunale civile di Cagliari per il 14 febbraio del 2015. Al questore Di Ruberto, e in solido al ministro dell'Interno Alfano e al presidente del Consiglio Renzi, Meloni ha chiesto un risarcimento record da dieci miliardi di euro per il contenuto ritenuto diffamatorio oltre che "intimidatorio e offensivo" del documento col quale il 25 maggio scorso la Questura ha chiesto al Tribunale di sottoporlo alla misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

«Dieci miliardi è anche poco, ma è quello che ci basta per conquistare, nel rispetto della legalità, l'indipendenza della Sardegna» ha commentato Meloni dopo l'interruzione, per gravi motivi di salute, del sit in davanti alla Questura e dello sciopero della fame avviati all'indomani della presentazione della richiesta della sorveglianza speciale.

«La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è una eredità del regime fascista e si applica di solito a criminali comuni ritenuti pericolosi per la collettività o a personaggi in odore di mafia» ha spiegato l'avvocato Cristina Puddu, che ha stilato e sottoscritto l'atto di citazione, spiegando che nel caso di Meloni l'obiettivo è in realtà quello di privarlo della sua “agibilità politica”, di «escluderlo con i suoi movimenti dalla scena politica sarda» e «reprimere in via giudiziaria l'azione politica indipendentista sempre svolta da Meloni con modalità lecite e nel pieno rispetto delle leggi dello Stato». La decisione del Tribunale penale sulla adozione della misura di prevenzione chiesta dal questore Di Ruberto nei confronti di Meloni è attesa per il 16 ottobre.

«Davanti ai giudici riuniti in Camera di consiglio – ha annunciato l'avvocato Cristina Puddu – contesteremo punto per punto tutte le argomentazioni della questura, che tratteggia la personalità e la condotta di Meloni in termini decisamente dispregiativi e infamanti tali da giustificare ampiamente il riconoscimento del grave danno causato alla reputazione e alla immagine non solo sua, ma anche dei movimenti politici indipendentisti da lui fondati e presieduti». (fgp)

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