Scontro tra dirigenti: ecco i veleni del palazzo
Il segretario generale Luigi Mele replica alle accuse del Comitato dei garanti «Fuori dalle loro competenze. E hanno commesso una lunga serie di errori»
ORISTANO. Alle critiche (pesanti) del Comitato dei garanti per i modi con cui l’amministrazione ha gestito la vicenda del dirigente Walter Murru, risponde, con un lungo documento, il segretario generale. Un documento fitto di riferimenti tecnici e normativi, dal quale balza agli occhi ancora una volta il clima di tensione che si vive all’interno della macchina comunale. Il segretario generale Luigi Mele risponde all’attacco con durezza e chiama in causa anche una dirigente del Comune che faceva parte del Comitato dei garanti.
Un Comitato che, secondo Mele, «ha ritenuto e scritto, in ciò esorbitando, scientemente, dal proprio mandato, di rendere il parere “non sul provvedimento ma sul procedimento seguito per tale finalità, dal momento che il provvedimento finale è di competenza del sindaco” e così facendo ha ritenuto, impropriamente, defettibile la norma contrattuale».
I rilievi sono numerosissimi e quasi puntigliosi. Eccone alcuni: «Il Comitato osserva che “il sistema di valutazione delle performance dei dirigenti non contiene alcuna disciplina” in merito agli effetti degli accertamenti negativi. Anche questa è una libera e personale interpretazione – scrive il segretario –, poiché in realtà la materia è attratta dalla disciplina del conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali».
«In pratica il Comitato dei Garanti rileva una presunta criticità nel sistema di valutazione per non avere disciplinato una materia che in realtà esula dagli ambiti di competenza del sistema di misurazione evalutazione delle performance».
E ancora: «Il Comitato afferma che “la data di approvazione del sistema di valutazione evidenzia una caratteristica fondamentale del ciclo di valutazione effettuato nel 2013: le regole applicate dal nucleo sono state stabilite quando erano già trascorsi sette mesi dall’inizio del periodo oggetto di valutazione” lasciando così intendere, in modo del tutto errato e fuorviante, che sia stata effettuata una valutazione in assenza di un sistema di misurazione e valutazione».
«Sempre secondo il Comitato “I criteri di misurazione e valutazione dei comportamenti professionali sono stati definiti dal sistema di valutazione delle performance dei dirigenti, con uno scarto temporale rispetto all’inizio del ciclo di gestione che ha inficiato la possibilità, per i dirigenti, di conoscerli “preventivamente” e quindi di conformare agli stessi i propri comportamenti manageriali”. Tale assunto è completamente errato e denota una scarsa attenzione ai fatti oggettivi, il tutto aggravato dal fatto che una componente del Comitato dei Garanti è, allo stesso tempo, anche una Dirigente dell’Ente e quindi, avrebbe dovuto essere perfettamente a conoscenza dei fatti».
Il Comitato evidenzia una serie di problemi, ma «al di là dei contenuti specifici, si capisce sempre meno in che modo rilevano ai fini del loro mandato, sono difficoltà, oltreché note, anche governate in sede di predisposizione del sistema di valutazione delle competenze».
Sulla misurabilità del sistema di valutazione, secondo Mele, il Comitato «ha commesso forse il più grave degli errori», citando una delibera che «non fa riferimento agli indicatori per la valutazione delle competenze bensì agli indicatori per la misurazione del grado di raggiungimento degli obiettivi nelle sue due principali varianti: indicatori di risultato e indicatori di impatto delle politiche. Neanche per via deduttiva le argomentazioni di cui alla citata delibera si possono ritenere estensibili alla valutazione delle competenze».
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