Passerella finale per le sculture in trachite
FORDONGIANUS. Dopo il lavoro che li ha tenuti impegnati per quasi una settimana è arrivato anche il momento di godersi la passerella per i mattatori del 24esimo Simposio internazionale di scultura...
FORDONGIANUS. Dopo il lavoro che li ha tenuti impegnati per quasi una settimana è arrivato anche il momento di godersi la passerella per i mattatori del 24esimo Simposio internazionale di scultura su pietra trachite organizzato dal Comune in collaborazione con un partenariato di enti pubblici e sponsor privati, tra cui le cinque imprese del settore estrattivo locale.
Ieri l’ultimo atto della manifestazione con la presentazione delle opere e degli artisti, che hanno ricevuto un premio simbolico dal sindaco Serafino Pischedda. Presenti anche il primo cittadino di Samoens, Jean Jeacques Grand Colò, e Piera Sgiarovello, segretaria del circolo culturale del Friuli il Faro, gemellati con il Comune termale.
Le sculture venute alla luce nel parco archeologico spiccano per la varietà e l’ originalità dei temi sviluppati. L’artista russa Vasilisa Chugunova ha puntato sulla metafora della metamorfosi della farfalla per affermare che ogni individuo può essere identificato con un animale. Il collega franco-romeno Nicolae Fleissing ha voluto focalizzare l’attenzione sui delicati equilibri delle relazioni tra nazioni attraverso una scultura composta di quattro parti che simboleggia la centralità del dialogo nella tenuta degli equilibri internazionali. Salvatore Ligotti ha realizzato una scultura verticale che ricorda l’immagine di un fiore proteso verso l’alto, un anelito di vita. L’opera di Roberto Merotto ha le fattezze di una donna gravida che rappresenta la madre terra. Il lavoro di Silvia Parente è un omaggio alla Sardegna e alle sue tradizioni celebrate attraverso la raffigurazione di una donna in costume. La “Geometria organica” di Stefano Sabetta è un riferimento alle linee disegnate in natura dalla natura. Le sculture sono state modellate sotto gli occhi attenti di numerosi visitatori e turisti, questi ultimi dirottati dal maltempo registrato a metà dell’ultima settimana nelle località costiere.
Un bene per la microeconomia del paese, che ha ricevuto una piccola, ma vitale iniezione d’ossigeno dalle presenze casuali, che oltre a riversarsi nel parco-laboratorio, nel sito delle terme romane e negli antichi bagnetti termali hanno visitato il centro, fatto sosta nei locali pubblici e acquisti nei negozi.
Maria Antonietta Cossu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
