Lungomare sotto accusa, il sindaco: «Sono serena»

San Vero Milis, le reazioni del primo cittadino dopo l’apertura dell’inchiesta La procura indaga per falso e reati ambientali per i lavori di Putzu Idu

SAN VERO MILIS. L’aria del giorno dopo è quella di sempre. L’indagine comandata dalla procura della Repubblica non ha turbato la tranquillità degli amministratori comunali e del sindaco, Flavia Adelia Murru: «Sono assolutamente serena perché non ritegno di aver superato i limiti di quello che era concesso fare. Tuttavia, non sono un tecnico e non posso esprimermi sulle questioni progettuali. Ci sono degli specialisti che si occupano di queste cose e io mi avvalgo del loro operato, come fanno tutti gli amministratori comunali».

Flavia Adelia Murru ha anche confermato di non aver ricevuto, per il momento, notifiche ufficiali da parte della procura: «Nulla ci è stato comunicato, quello che sappiamo l’abbiamo appreso leggendo il giornale». La comunicazione, comunque, non era necessaria e non ha scalfito la fiducia nell’operato della procura. «Fanno il loro lavoro e siamo convinti che lo facciano in maniera impeccabile. Adesso non possiamo che attendere gli sviluppi della questione, sempre che ce ne siano. Qualora dovessimo ricevere contestazioni ufficiali, le valuteremo a tempo debito – prosegue il sindaco –. Per quanto mi riguarda ho la coscienza a posto. Ovviamente, mi riferisco a quello che ho potuto vedere e che è stato prodotto dal responsabile dei progetti, il geometra Vincenzo Caria».

Nonostante le critiche dei cittadini e l’apertura di un’indagine ufficiale, Flavia Adelia Murru rimane ferma sulle sue posizioni quando il discorso scivola su uno dei lati più dibattuti dell’intera faccenda: «A parte il ricordo personale che ho della stradina sterrata a pochi passi da Sa Salina Manna, esistono dei rilievi che ne dimostrano l’esistenza. Inoltre, la strada è segnata sui mappali». Lo stradello è al centro dell’indagine ma, anche in questo caso, il sindaco si dice tranquillo: «Posso dire che i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte. Ma, lo ripeto, io non sono un tecnico e qualcosa può essermi sfuggito. Comunque non ho alcun motivo che mi possa spingere a dubitare del lavoro dell’ufficio comunale che si è occupato della faccenda». Il lavoro della procura, d’altra parte, è solo all’inizio e i reati contestati durante la prima fase dell’indagine non sono ancora stati associati ai nomi e ai cognomi di eventuali responsabili.

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