Un’interpellanza sul licenziamento del dirigente Murru
ORISTANO. L’affaire Walter Murru non è chiuso. Il licenziamento, poi rientrato, del dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune fa clamore e il caso arriverà in consiglio comunale. Chiarezza...
ORISTANO. L’affaire Walter Murru non è chiuso. Il licenziamento, poi rientrato, del dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune fa clamore e il caso arriverà in consiglio comunale. Chiarezza chiedono i consiglieri di opposizione Peppi Puddu e Andrea Lutzu che vedono del torbido in quanto accaduto, dopo il benservito dato al funzionario da sindaco e giunta e il successivo passo indietro fatto dopo il parere negativo espresso dal comitato dei garanti che aveva evidenziato delle irregolarità nel procedimento seguito dalla giunta per il saluto al suo dipendente.
Ora arriva l’interpellanza con la quale l’opposizione spera di chiarire i contorni della vicenda «Per conoscere la valutazione umana, politica, giuridica ed economica» che il sindaco e la giunta sono chiamati ora a fare pubblicamente. Tra l’altro, sottolineano Peppi Puddu e Andrea Lutzu, nel momento in cui sono state prese le decisioni nei confronti di Walter Murru la giunta non sempre era al completo.
Le motivazioni che hanno spinto i consiglieri di opposizione a presentare l’interpellanza riguardano la trasparenza all’interno dell’ente comunale. La necessità che i cittadini siano informati in maniera esauriente su quanto accade nelle stanze di piazza Eleonora, dove i contorni della vicenda sono rimasti comunque un po’ fumosi, viene ritenuto un bisogno primario per la cittadinanza e per la vita amministrativa. Ad ogni modo l’Affaire Walter Murru viene ritenuto come una Caporetto, una disfatta per il sindaco e la sua giunta per via di «Alcune stranezze nel corso delle procedure quali pareri non previsti né richiesti nonché l'applicazione di incomprensibili ed assurdi omissis in atti ufficiali che chiaramente appaiono finalizzati a nascondere all’opinione pubblica la totale infondatezza e genericità delle contestazioni nonché a rendere poco trasparente e lacunosa l’attività svolta dal Comitato dei Garanti».
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