Loculi e cappelle, nel nuovo cimitero l’estetica non trionfa
Colori, strutture architettoniche e spazi senza controlli E nel camposanto un inopportuno eccesso di tinte forti
ORISTANO. Vada per il cimitero vecchio, molte tombe e cappelle sono state realizzate anche 50 anni fa, ma almeno nella nuova ala ci vorrebbero un minimo di regole. Ad un primo e sommario sguardo si può notare un disordine urbanistico e architettonico che ricorda soprattutto l'anarchia. Non certamente nella disposizione scelta dal Comune tra tombe, cappelle e loculi, anche questo alquanto discutibile, ma soprattutto nei colori e nelle loro tipologie edilizie. Il primo impatto è quello di una arlecchinata, anche se il luogo deve considerarsi sacro a tutti gli effetti, con un abbinamento di colori da fare invidia al bellissimo panorama dei palazzi di Bosa. Ma quella è una località turistica, non certo il cimitero di San Pietro.
Quella moltitudine di colori è decisamente insopportabile con accostamenti, tra edifici attigui, che vanno dal verde pisello al celeste, dal giallo all'arancione. Il tutto mitigato dalla sporadica presenza di qualche cappella normale, dipinta di bianco. Che dire poi delle loro forme architettoniche? I progettisti, non c'è dubbio, si sono sbizzarriti tanto da trovare cappelle di ogni tipo e forma. Il tocco finale con qualche tinta di colore sgargiante ha poi dato il classico tocco da “guinnes” dei primati. Le colpe maggiori questa volta non vanno, occorre dirlo ai proprietari, o ai progettisti, nonostante i loro cattivi gusti, ma all'amministrazione comunale che non si è ancora dotata di un apposito regolamento che possa disciplinare le modalità di costruzione architettonica di loculi, tombe o cappelle, in questo caso. Le attuali norme, per quanto si sa, sono legate solo alle dimensioni delle cappelle, ma lasciano tutto il resto a scelta del cittadino che paga fiori di quattrini per ottenere quella concessione edilizia. Ma forse in Municipio sono molto pochi i consiglieri che sono a conoscenza dell'esistenza dei piani del colore e anche delle luci. Ma in questo caso gli si chiede decisamente troppo. Non esistono infatti per il centro storico e il resto della città, figuriamoci per il cimitero di San Pietro. In attesa che qualcuno ci pensi su, purtroppo il numero dei defunti continua a crescere e quindi si continua a costruire senza alcuna regola e senza alcuna logica. Di questo passo, da qui al prossimo anno, sarà esaurita anche questa nuova ala del cimitero che potrà mettere in mostra nuove e discutibili tipologie di cappelle ed edicole funerarie dai colori decisamente unici e indimenticabili.(e.s.)
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