La Nuova Sardegna

Oristano

Mare più pulito grazie ai divieti nella baia

Bosa, ordinanza di Circomare per impedire lo scarico di rifiuti: gli effetti sono stati subito positivi

29 agosto 2014
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BOSA. Negli anni scorsi le lamentele fioccavano quotidianamente, visto che al mattino c’era chi, nel mare antistante la spiaggia di Bosa Marina, constatava il galleggiare di rifiuti di vario genere.

Una situazione presa seriamente in considerazione dalla Guardia Costiera di Bosa. E così il comandante Antonio Ventriglia che ha emanato qualche settimana fa un’ordinanza che vieta, anche nel tentativo di evitare possibili scarichi dalle imbarcazioni, l’ancoraggio dei natanti nelle ore notturne nella rada dell’isola Rossa. Soluzione che ha innescato qualche perplessità, ma con interessanti ricadute sul piano operativo.

«Lo scorso anno, senza considerare le continue segnalazioni telefoniche alla nostra Sala Operativa, ricevevo nel mio ufficio, pressoché quotidianamente, numerosi bagnanti, soprattutto mamme, che venivano a lamentarsi della presenza in acqua e sulla spiaggia di rifiuti di ogni genere. Quest’anno, almeno per ciò che riguarda la spiaggia di Bosa Marina (che, è bene ricordarlo, è quella di gran lunga più frequentata e facilmente accessibile nella fascia costiera su cui ha giurisdizione l’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa) non ho ricevuto alcuna lamentela di questo tipo». Già nel 2006 l’allora comandante Signorini aveva emanato una specifica ordinanza che disciplinava vari aspetti dello scarico di acque di sentina o altro in mare.

Ma la situazione non era cambiata, anche per difficoltà oggettive nell’effettivo controllo di eventuali inadempienze. Mettere quindi in parallelo l’ordinanza di divieto di ancoraggio e la pulizia mattutina dell’acqua a ridosso del bagnasciuga appare come una delle probabili chiavi di lettura del netto miglioramento.

«Finalmente un’estate senza rifiuti. Molti turisti mi hanno fatto notare la piacevole sorpresa che hanno trovato al loro ritorno a Bosa» afferma ad esempio Sandro Chelo, presidente dell’Associazione Il Faro. Mentre per Antonio Cossu, origini di Silanus ma da diversi anni residente nella frazione balneare «Era ora che qualcuno affrontasse il problema della spazzatura nel mare di Bosa Marina. Anzi, forse sarebbe stato addirittura il caso di prevedere il divieto di ancoraggio in rada anche nelle ore diurne».

Il comandante del Porto di Bosa comunque sottolinea che «la nuova ordinanza non impone ai diportisti di andare alla fonda in punti prestabiliti della costa. Ciascuno rimane libero di scegliersi l’ancoraggio che ritiene migliore». Con le unità da diporto in transito che, ad esempio «possono trovare un sicuro e completamente gratuito punto di ormeggio presso la banchina fluviale fino ad un massimo di tre giorni consecutivi, come stabilisce una nostra ordinanza» conclude Antonio Ventriglia.

Alessandro Farina

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