In marcia al Rimedio per la pace ma anche per il cibo
Iniziativa della Caritas diocesana con sindaco e arcivescovo Mancano generi di prima necessità per gli aiuti ai bisognosi
ORISTANO. Niente discorsi e niente fronzoli per la seconda edizione della Marcia della Pace promossa dalla Caritas diocesana. Solo un coro di giovani prima della partenza dallo spiazzo davanti alla Madonnina dell'incrocio di via Tirso con via Cagliari, una bandiera con i colori dell'arcobaleno, qualche volantino fatto in casa con con lo slogan “Pace e cibo per tutti” nelle mani dei partecipanti e un rosario recitato davanti alla statua della Madonna del Rimedio. «Perchè per dare pace e cibo a tutti ci vorrebbe davvero un miracolo» ha commentato uno dei partecipanti alla marcia.
Non erano tanti, per dire la verità. Una cinquantina, non di più, gli oristanesi che ieri pomeriggio, poco prima delle 17, hanno affrontato la rampa del Ponte Grande sul Tirso scortati dai vigili urbani. In testa al Corteo l'arcivescovo Ignazio Sanna e il sindaco Guido Tendas con la fascia tricolore.
Arcivescovo e primo cittadino hanno voluto sottolineare il valore della iniziativa. «Una cosa molto importante, sia per la pace visto quello che sta succedendo anche molto vicino a noi, sia per il problema della povertà, che ci riguarda direttamente» ha spiegato il sindaco ricordando che le donazioni purtroppo sono in calo e non bastano più a soddisfare le richieste. «Stanno diminuendo anche le donazioni dei supermercati della Grande distribuzione organizzata» ha rivelato Tendas spiegando che una delle misure per combattere la crisi è quella di ridurre al minimo, se non annullare del tutto, le rimanenze di merci prossime alla scadenza, quelle che prima finivano in beneficenza.
E mentre calano le donazioni, aumenta il numero dei poveri e dei nuovi poveri che si rivolgono alla Caritas. «Dobbiamo risvegliare la coscienza della gente perché le persone che hanno bisogno anche del pane aumentanto a vista d'occhio e quest'anno, per la prima volta la sede della Caritas diocesana è rimasta aperta anche ad agosto» ha confermato monsignor Sanna.
«Servono meno discorsi e più fatti» ha detto riconoscendo che la solidarietà dei cittadini è importante, ma non può sopperire agli interventi strutturali «che spettano alle istituzioni civili». «Ma purtroppo – ha aggiunto – sta succedendo che sempre più spesso gli assessorati ai Servizi sociali scaricano i problemi sulle Caritas, che fanno quello che possono».
Controcorrente il commento del sociologo Lorenzo Scalia, indignato per la buonuscita di 48 milioni di euro all'amministratore delegato di una grande azienda della penisola: «Sono qui per questo, con uno solo di quei milioni si potevano sfamare 500 mila persone». ( fgp)
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