Bosa, l’emergenza idrica in consiglio comunale
Il Centro operativo istituito dal sindaco Mastino sarà attivo anche oggi L’assemblea si riunisce per parlare dei lavori di sostituzione delle tubature
BOSA. Il Centro comunale di protezione civile resta operativo anche oggi, dopo l’ennesima falla che ha impegnato gli operai di Abbanoa da ieri mattina, nella impervia zona oltre la diga di Monte Crispu. Il sindaco Luigi Mastino aveva attivato il Coc già alle 20.30 di mercoledì sera, appena avvisato dal gestore unico che un altro guasto si era materializzato nella lunga condotta che da Barasumene raggiunge il ripartitore di Monte Contra ed i serbatoi di Bosa e delle frazioni marine di Magomadas e Tresnuraghes. Sei, dalla mattina di ieri, le autobotti impegnate nel servizio d’emergenza a cittadini e imprese nel centro e nella frazione. Oggi, durante il Consiglio comunale già convocato si parlerà anche delle problematiche che hanno creato più volte notevoli disagi in alta stagione turistica. Mentre per il 22 settembre è convocata, sempre a Bosa, una conferenza dei servizi con al centro dell’attenzione proprio la condotta Temo e, alla luce dell’annunciato stanziamento di oltre cinque milioni di euro per la sostituzione della tubatura, il cronoprogramma del corposo intervento, che in molti sperano possa ridursi notevolmente rispetto ai due anni prospettati. Sulla questione delle emergenze idriche che hanno flagellato Bosa interviene anchel’Associazione regionale ex esposti amianto Sardegna. Il presidente d’area Oristano Giampaolo Lilliu chiede infatti verifiche sul materiale utilizzato nella rete di tubi che permettono l’approvvigionamento e sulle modalità in sicurezza per i lavoratori negli interventi eseguiti in emergenza. Ribadendo la proposta di un piano regionale che preveda la sostituzione dell’intera rete idrica in cemento amianto nell’isola, stimato in 9000 chilometri di condutture. L’associazione da anni si batte per lo smaltimento del pericoloso amianto in provincia di Oristano, ancora presente purtroppo in tanti grandi e piccoli centri e utilizzato all’aria aperta in coperture e tettoie. Mentre per quanto attiene alle tubature in cemento amianto, come espresso anche nel corso dell’emergenza a Sedilo nei mesi scorsi, si chiede un piano regionale di intervento che preveda la sostituzione con nuovi prodotti che garantiscano maggiore sicurezza in merito alla salute dei cittadini e alla tutela dell’ambiente, che ponga fine agli interventi in emergenza, afferma Giampaolo Lilliu. Rilanciando «Una nuova modalità di gestione delle concessioni regionali che autorizzano il prelievo dell’acqua pubblica per la produzione dell’acqua minerale» con il ricavato che «Dovrebbe essere utilizzato per eliminare definitivamente il problema delle reti idriche in cemento-amianto».
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