Il bilancio del porticciolo: numeri in leggera crescita
ORISTANO. È ancora crisi per il mare dell’Oristanese, eppur qualcosa si muove. La stagione 2014 per la nautica da diporto è praticamente finita al porticciolo di Oristano, nonostante il meteo stia...
ORISTANO. È ancora crisi per il mare dell’Oristanese, eppur qualcosa si muove. La stagione 2014 per la nautica da diporto è praticamente finita al porticciolo di Oristano, nonostante il meteo stia regalando un’allungamento dell'estate. Il bilancio delle Marine Oristanesi è tuttavia già chiuso, dove oltre la crisi generalizzata ha pesato ancora per quest'anno la mancanza dei lavori, già promessi dalla Regione da diverse stagioni.
«Irrisolto il problema legato all’insufficienza del fondale del porto, con il progetto di dragaggio sino a tre metri di profondità, che si spera verrà ultimato entro la prossima stagione estiva, essendo oramai quasi definiti gli aspetti burocratici e autorizzativi legati al progetto» ricordano le Marine nella nota di fine stagione.
Il moderato ottimismo tra le banchine è motivato dai dati relativi al transito. C’è stato, infatti, un leggero incremento degli arrivi e delle presenze. «Il numero delle imbarcazioni in arrivo è stato di 188 unità, per un periodo totale di permanenza all’ormeggio di circa 315 giorni, con un incremento rispettivamente di circa il 5,5 per cento e del 5 per cento rispetto all’anno 2013».
L’estate scorsa, il numero di arrivi era stato pari a 180 imbarcazioni, per 300 giorni di permanenza in porto. «Naturalmente, quasi tutti gli arrivi sono stati registrati nel periodo da giugno ad agosto, con una concentrazione massima nel mese di giugno pari al 35 per cento del totale» specifica ancora il comunicato.
Sui mesi di luglio e agosto hanno pesato non poco le condizioni meteorologiche non favorevoli, mentre «il mese di giugno ha registrato il maggior numero di presenze per il passaggio della flotta francese della Route des Shardana, con un incremento pari al 150 per cento rispetto all'anno scorso».
Le imbarcazioni a vela sono ancora le più numerose, circa il 81 per cento del totale degli arrivi. Diciotto le nazioni di appartenenza dei turisti diportisti, quasi tutti provenienti da paesi della Comunità europea e con la maggioranza di armatori di nazionalità francese. Seguono gli italiani, i tedeschi, inglesi, belgi e spagnoli. Un dato singolare è quello dei turisti provenienti dalla Germania, «il paese che ha fatto registrare il maggior incremento più che raddoppiando il numero degli arrivi». Quest’anno, inoltre, si è avuto modo di ospitare anche imbarcazioni battenti bandiere che raramente hanno frequentato il nostro porto come polacche, slovene, tunisine, finlandesi, lituane, lussemburghesi, irlandesi, americane, danesi e argentine.
Caterina Cossu
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