I rom di Arcidano a Cera: incontriamoci e parliamo
Le famiglie che abitano nel campo invitano il sindaco per discutere dei problemi Antonio Pabis (Asce): il regolamento imposto dal Consiglio è illegittimo
D’ARCIDANO. I rom del campo di Arcidano hanno deciso di muoversi d’anticipo rispetto alla volontà, manifestata dal sindaco Emanuele Cera, di avere un incontro con i capifamiglia dei 14 nuclei che risiedono nel paese. Stanno organizzando per il 28 settembre una giornata di festa alla quale già da ora – attraverso il presidente dell’Asce (Asssociazione sarda contro l’emarginazione) Antonio Pabis – invitano il primo cittadino.
«Si tratta di un modo per vedersu serenamente e discutere delle problematiche che riguardano questo campo», dice Pabis, che due giorni fa ha incontrato alcuni dei rom che vivono ad Arcidano. Nel paese, dove risiedono stabilmente un centinaio di rom, da qualche tempo il rapporto di buona convivenza tra arcidanesi e rom sembra essersi incrinato. Da una parte l’amministrazione comunale lancia l’allarme sul fatto che nel campo si siano installate una ventina di persone che, sulla base del regolamento che disciplina l’insediamento, non vengono ritenute titolare a rimanerci. Dall’altra ci sono le richieste di iscrizione alle liste anagrafiche del Comune, avanzate da persone che non fanno parte dei nuclei familiari originari, e che sono state respinte, anche dietro il parere della Regione.
Secondo l’Asce però il regolamento imposto nel campo rom sarebbe illegittimo. «Abbiamo scritto al sindaco e anche al prefetto dando la disponibilità ad incontrarli, perché riteniamo che sia in atto una sorta di guerra santa contro i rom che non ha ragioni di essere. Per quanto riguarda il regolamento, è un’imposizione da parte del consiglio comunale che non ha vigore di legge. E di consguenza qualunque atto d’imperio che dovesse discendere da quel regolamento, sarebbe illegittimo».
Pabis, comunque, ritiene che con il dialogo e il buon senso si possano superare ostacoli e anche disposizione che probabilmente avevano una loro giustificazione nel momento in qui erano state elaborate, ma che sarebbero superate dalla nuova situazione e anche dall’evoluzione sociale e familiare dei rom. «Quelli che vengono individuati come estranei rispetto ai residenti non sono altro che compagne o compagni di vita dei giovani che risiedono ad Arcidano. Di fatto si stanno costituendo dei nuovi nuclei familiari e non si può far finta che questo non stia avvenendo. Fermo restando che su tutto dovrebbe prevalere il senso di solidarietà umana e di rispetto dei diritti di tutti».
Qualche giorno fa, in prefettura si è svolto un incontro sollecitato dal sindaco Cera. Perché è innegabile che ad Arcidano la situazione si stia comunque evolvendo, e che quelli che erano buoni rapporti tra arcidanesi e rom, si siano incrinati. Ora si attendono gli sviluppi.
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