Raccolti devastati dagli animali selvatici
Il problema sollevato da Coldiretti e da molti sindaci dell’Oristanese: alcune aziende hanno perso il 100 % del raccolto
ORISTANO. Una stagione disastrosa, nelle campagne dell’Oristanese, per via di condizioni meteo imprevedibili e instabili, che si sono aggiunte a una forte crisi economica che ha già piegato tante aziende del settore. A questo si aggiunge l’allarme per i danni provocati alle colture dalla fauna selvatica. Un segnale di attenzione sulla problematica arriva da molti comuni, i cui sindaci si trovano sempre più spesso a scrivere a diversi interlocutori, associazioni di categoria ma anche la Regione, chiedendo interventi e misure per contrastare questa piaga.
Appena qualche settimana fa la Coldiretti provinciale aveva raccolto le segnalazioni delle devastazioni provocate da cinghiali, nutrie, cormorani, cornacchie e gabbiani. I danni sono ingentissimi, e già si fanno i conti per quantificarli. Secondo Ermanno Mazzetti, direttore di Coldiretti, «ettari ed ettari di coltivazioni di angurie e meloni sono state distrutte mettendo in ginocchio tante aziende agricole. Si stima un danno di 22mila quintali di meloni, per un valore di 900mila euro e di 12 mila quintali di angurie per un valore di 180 mila euro, vale a dire il 50 per cento del raccolto». Una stima definitiva si avrà a stagione conclusa, ma è certo che alcune aziende hanno patito la distruzione dell’intero raccolto.
L’elenco dei comuni colpiti dal problema copre praticamente l’intera mappa della Provincia. Appena qualche giorno fa, il sindaco di Arcidano Emanuele Cera ha inviato una richiesta d’intervento all’assessorato regionale all’Ambiente ed all’assessorato Provinciale alla Attività Produttive. Il sindaco chiede l’applicazione delle norme che prevedono il risarcimento dei danni causati alle coltivazioni da parte di animali selvatici. «Purtroppo, in questi anni, il settore agro-zootecnico vive un periodo di forte crisi e, se a questa crisi, si aggiungono anche i danni causati dalla fauna, si rischia di veder chiudere altre aziende». Il sindaco chiede la verifica della reale esistenza nei rispettivi bilanci della Regione e della Provincia, delle somme utili al risarcimento totale delle aziende danneggiate.
Non solo. Sia Cera, ma in precedenza, anche il direttore di Coldiretti Mazzetti, hanno sollecitato lo studio di misure di prevenzione e limitazione dei danni. Tra i suggerimenti proposti per limitare i danni, secondo Cera, si potrebbe procedere all’abbattimento controllato degli uccelli che maggiormente sono responsabili delle razzìe, e che popolano il territorio in maniera smisurata, magari dedicando giornate extra rispetto al calendario venatorio 2014/2015.
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