Santa Croce, musiche in piazza Eleonora tra le polemiche
ORISTANO. Dal Foro Boario, l’antica pratza ’e boisi, sino a piazza Eleonora. La distanza non è tantissima e meno male perché l’umore di parecchi peggiora per ogni metro che separa la sede storica...
ORISTANO. Dal Foro Boario, l’antica pratza ’e boisi, sino a piazza Eleonora. La distanza non è tantissima e meno male perché l’umore di parecchi peggiora per ogni metro che separa la sede storica della festa di Santa Croce dal centro città. La scelta del comitato organizzatore di spostare all’ombra della statua della giudicessa gli spettacoli della tradizionale sagra settembrina oristanese indispettisce non poco chi ha sempre visto nel proprio quartiere svolgersi quella che un tempo era la fiera del bestiame e che poi è diventato un immancabile appuntamento di festa e di ritrovo per gli abitanti della zona del Foro Boario.
Il bestiame che un tempo si acquistava durante la fiera non c’è da anni, perché le vie del commercio sono cambiate. Era rimasta però la sagra con alcuni dei suoi aspetti più caratteristici e con l’intrattenimento che per motivi logistici ed economici troverà una nuova sede. È come se la festa si fosse divisa in due. Così, in piazza Eleonora, ci saranno gli spettacoli con musiche e balli tradizionali in programma nelle sere di venerdì e di sabato. In pratza ’e boisi rimarranno le bancarelle e gli arrostitori, ma senza musica la festa non è la stessa. È il pensiero di residenti e commercianti. I primi discutono sul fatto che la tradizione non vada sradicata e così al bar la domanda è una sola: «La festa è sempre stata qui, la tradizione va rispettata. La scelta del comitato non è legittima». E infatti c’è chi lancia una provocazione: «Allora spostiamo la festa del Rimedio al Foro Boario? Il comitato ha tolto a Torangius anche questa opportunità».
Alcuni commercianti hanno poi altri argomenti da mettere sul piatto della bilancia per sostenere le proprie ragioni. Il pensiero di Tomaso Guida ed Ester Murru che gestiscono il bar di via Casu è chiaro: «Gli organizzatori ci hanno chiesto un contributo di 50 euro come sponsorizzazione, ma nulla ci hanno detto sul fatto che gli spettacoli si sarebbero svolti in piazza Eleonora. Santa Croce è la nostra festa, è nata qui e qui deve restare». E quel che dice Andrea Ghiani, titolare di una gastronomia non è molto differente: «La festa è nostra, non va bene che ci venga portata via. Abbiamo dato il nostro contributo in denaro proprio perché è un momento che appartiene a questa piazza che ormai è diventata solo la porta d’ingresso della città, dove tutti passano ma nessuno si ferma».sa
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