Bonifiche amianto: «I fondi regionali subito ai Comuni»
L’associazione ex esposti si rivolge alla giunta Pigliaru: «Senza risorse i territori non saranno messi in sicurezza»
ORISTANO. «I finanziamenti per la bonifica dell’amianto vadano anche ai Comuni che senza risorse, non possono mettere in sicurezza il territorio». È in sostanza questo l’appello lanciato dall’Areas, l’Associazione regionale ex esposti amianto, che in una lettera sollecita l’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Spano, di trovare soluzioni per la bonifica del territorio, soprattutto i litorali. La proposta di Areas è di assegnare una parte delle risorse risparmiante nella bonifica della discarica di Masangionis, 1milione e 300mila euro, che invece sono stati destinati ad incrementare i fondi (decisamente insufficienti) per i contributi a beneficio dei privati che devono eliminare l’amianto dalle loro proprietà, come nel caso dei tetti di eternit. Se ciò dovesse avvenire, la bonifica delle discariche a cielo aperto resterebbe ancora irrisolto. Discariche pericolosissime che spesso si trovano in zone particolarmente frequentate. L’esempio più clamoroso arriva dalle spiagge. Ci sono alcuni tratti della costa dell’Oristanese dove le discariche abusive di eternit sono state da diverso tempo denunciate dai cittadini e dai sindaci. L’esempio viene da Santa Giusta e Cabras, ai cui sindaci il presidente dell’Areas, Giampaolo Lilliu, ha inviato per conoscenza la lettera inviata alla Regione. «Nonostante gli sforzi delle amministrazioni locali e della nostra associazione manca ancora un progetto di messa in sicurezza dei nostri litorali», scrive Lilliu «prendiamo atto che ancora una volta, al termine della stagione estiva, la situazione di degrado, di rischio ambientale e per la salute dei cittadini derivante dall’esposizione all’amianto è ancora presente nei nostri litorali». La nota mette in evidenza come i Comuni, non dispongono dei fondi necessari per procedere alle bonifiche. L’amianto, messo fuori legge agli inizi degli anni Novanta, è un materiale pericolosissimo ed insidioso. Sono le sue fibre, che se respirate, si fissano nei polmoni provocando malattie gravissime come l’asbestosi e il mesotelioma pleurico, una forma di tumore che uccide. L’Oristanese, nel cui territorio erano presenti due stabilimenti per la lavorazione dell’amianto, è una delle zone più a rischio e nel corso degli ultimi mesi i sono stati ben due le morti per mesotelioma. Per questo il presidente di Areas scrive all’assessore regionale di «non condividere la decisione di destinare unicamente il milione e 300mila euro già a disposizione per le bonifiche dei privati. «Le risorse da destinare ai privati – afferma in sostanza Lilliu – vanno ricercate nel capitolo di spesa previsto dalla legge regionale che, a nostro avviso, è sottostimato e presenta un importante ritardo nell’erogazione».
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