I forestali: «La colpa è dell’Enel»

Nel rapporto presentato alla Procura si accusa la società per il devastante incendio d’inizio luglio

MARRUBIU. L’Enel è ufficialmente sul banco degli accusati. I primi sentori, le testimonianze dirette di chi aveva visto partire il rogo che all’inizio di luglio ha devastato le campagne tra Marrubiu, Sant’Anna e Arborea e le accuse di semplici cittadini, trovano ora spazio in qualcosa di più di una semplice voce di strada. C’è del nero sul bianco, perché quelle accuse sono ora contenute nel rapporto che la Forestale ha inviato nelle scorse settimane alla procura della Repubblica.

Terminati gli accertamenti, gli agenti hanno trovato quelle conferme che cercavano per dare una soluzione all’enigma che forse tanto misterioso non era come si era intuito ripetutamente nelle fasi successive al disastro. La colpa è del famigerato palo di derivazione della rete elettrica, finito per primo sul banco degli imputati e che ora rischia di trascinare in un enorme guaio giudiziario l’Enel. Da lì, anche secondo gli agenti del Corpo Forestale e non più solo per bocca dei testimoni diretti, sarebbero infatti partite le scintille che hanno poi scatenato il rogo. La vera differenza rispetto ai giorni successivi all’incendio, è che ora nelle mani dei magistrati c’è un documento che peserà sicuramente tantissimo nell’esito dell’indagine.

L’altra conferma è quindi che si era trattato di un incendio colposo e non doloso. Non c’erano mani di incendiari dietro il fuoco che ha messo in ginocchio il territorio e tantissime aziende, non solo agricole o zootecniche. Ci sarebbe invece una gravissima negligenza, perché il rapporto nelle mani della procura indica chiaramente che le segnalazioni sul cattivo funzionamento del traliccio erano state regolarmente avanzate all’Enel, società che gestisce la rete elettrica.

Le anomalie e le richieste di intervento non erano certo una novità, perché dal palo si sprigionavano scintille. L’allarme era stato dato dai residenti di Sant’Anna che sapevano bene che solo il caso avesse sin lì impedito che le scintille si trasformassero in incendio. Ma quelle segnalazioni, evidentemente, non avevano convinto del tutto l’Enel che non aveva mai ritenuto opportuno cambiare il palo. Ora però la società rischia di dover pagare un conto salatissimo. Gli accertamenti della procura non sono terminati, perché nelle prossime settimane si svolgerà un nuovo accertamento tecnico che è stato affidato a un perito. C’è da intuire che l’Enel eseguirà a sua volta un sopralluogo ed un accurato esame del luogo dal quale sono partite le fiamme.

Intanto, alla Forestale stanno arrivando le denunce dei proprietari dei terreni e soprattutto delle aziende rase al suolo dal rogo. Una ventina di queste hanno danni ingenti con cifre a svariati zeri che l’Enel rischia di dover ripagare per intero se le perizie dovessero confermare le negligenze individuate dagli agenti della Forestale. La strada dell’inchiesta è comunque ancora lunga e a breve porterà altri sviluppi, perché ora ci sono da individuare anche i possibili responsabili tra i dipendenti dell’Enel. Chi doveva occuparsi della manutenzione di quella linea elettrica?

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