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Oristano

Gli edifici di culto aperti ai turisti, si cerca l’accordo

di Enrico Carta
Gli edifici di culto aperti ai turisti, si cerca l’accordo

Il Comune studia una soluzione con la Curia arcivescovile L’obiettivo: rendere frubili le chiese oggi non visitabili

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ORISTANO. Beni culturali, anno zero. La fine del 2014 segnerà anche il cambio di rotta nella gestione del notevole patrimonio artistico e culturale della capitale giudicale della Sardegna, dove le bellezze raffrontate alla dimensione della città si sprecano. Il problema è che si sprecano in tutti i sensi, perché a differenza di tantissime altre località Oristano non ha mai sfruttato a pieno le sue potenzialità.

Così, al termine di un’altra estate in cui l’offerta per i visitatori è stata monca, il Comune si prepara a rivoluzionare il mondo della fruizione dei beni architettonici con il nuovo appalto per la gestione dell’Antiquarium Arborense che riguarderà anche altri edifici. Al momento, infatti, restano chiusi quasi tutti i monumenti cardine della storia oristanese. Due su tutti? La torre di Mariano e la torre di Portixedda. I “giganti” della storia oristanese sono infatti apprezzabili solamente dall’esterno. E purtroppo sono in ottima compagnia, visto che, dal nutrito elenco di edifici messi in vetrina durante i due giorni di “Monumenti Aperti”, durante il resto dell’anno va depennata la maggior parte di quelli in elenco. Non tutto è però sotto diretta responsabilità o gestione del Comune. Moltissime di questi edifici di pregio sono di proprietà della Curia.

«Con l’arcivescovo abbiamo avviato il dialogo per trovare il modo di rendere fruibili diversi edifici di culto. Penso che questo debba essere uno dei punti fermi del prossimo appalto per la gestione dell’Antiquarium al quale gli uffici stanno già lavorando», dice il sindaco Guido Tendas. Se questo si avverasse sarebbe già un passo notevole in avanti, perché – un esempio su tutti – è impensabile che la chiesa di Santa Chiara, monumento invidiato da tutta la Sardegna, sia sprangata per tutto l’anno.

Visite guidate attraverso i monumenti principali saranno prenotabili direttamente all’Antiquarium Arborense e la speranza è che tra questi, attraverso l’accordo con la Curia ci siano anche alcune chiese di rilevanza storica. Difficile o impossibile invece fare un giro sulle due torri per ammirarle dall’interno o avere un panorama della città. Quella di Portixedda fa capo alla Soprintendenza ai Beni culturali e, al momento, non sono previsti interventi. Quella di Mariano in piazza Roma è chiusa dal momento in cui, alcuni anni fa, la campana rischiava di venir giù e il piano di calpestio era stato ritenuto pericoloso. Il progetto è bell’e pronto, ma dei 100mila euro che ci vogliono per rimettere in sesto parti della vecchia torre non c’è traccia.

Nell’attesa del lieto evento, il Comune può incassare il via libera per il passaggio della torre costiera di Torregrande che gli verrà ceduta a fine mese dalla Conservatoria delle coste. «I lavori sono praticamente conclusi – spiega ancora Guido Tendas –, per cui l’edificio dovrebbe essere immediatamente utilizzabile. L’idea è quella di valorizzarla sia dal punto di vista culturale che commerciale. La terrazza dalla quale si gode una vista splendida si potrebbe aprire affidandone la gestione ad un’attività commerciale. Ma per questo serve prima un confronto con la Sovrintendenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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