Storia sofferta che si ripete
Una storia che si ripete. Ogni anno, con amministrazioni di ogni colore. Il primo a dire apertamente di non credere all’utilità dell’università oristanese fu Renato Soru, quando era presidente della...
Una storia che si ripete. Ogni anno, con amministrazioni di ogni colore. Il primo a dire apertamente di non credere all’utilità dell’università oristanese fu Renato Soru, quando era presidente della Regione. Poi altre Giunte e altri presidenti si sono succeduti, senza che il Consorzio Uno e con esso i corsi universitari nati e cresciuti (e a volte morti) da queste parti, potessero contare su certezze inattaccabili. Ogni anno la stessa storia: fondi già stanziati e messi in bilancio che non arrivavano mai nei conti correnti del Consorzio Uno, previsioni di tagli per gli anni a venire. E quindi sforbiciate, ridimensionamenti, part time e economie varie. Nel frattempo alcuni corsi hanno prosperato, i laureati usciti dall’ex monastero di via Carmine trovavano spesso lavoro e l’università oristanese si ritagliava un ruolo importante. Ora ritornano gli spettri del passato e si tenta un’azione di “lobbying” per salvare il salvabile. Ma l’incertezza sembra destinata a durare. (r.pe.)
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