La tecnologia non conosce crisi: corsa all’iPhone 6
La prima fornitura è già sparita dai negozi cittadini L’acquirente medio ha 25-30 anni e paga in contanti
ORISTANO. La corsa è stata meno sincopata di quella ingaggiata per le altre generazioni di iPhone. Ma il nuovo gioiello della mela di Cupertino ha fatto gola anche agli oristanesi. Poco importa se in città si moltiplicano di giorno in giorno gli assistiti dalla Caritas e le iniziative di beneficenza, come quella della spesa solidale. Ai beni di consumo e ai gioielli tecnologici non si rinuncia, a costo di fare le rate. «In realtà, per quella che è la mia esperienza nel settore della telefonia, a Oristano si compra più per contanti – commenta Davide dal banco di Unieuro, uno dei colossi del settore che hanno aperto da poco in città –. Per il lancio dei due nuovi modelli di iPhone 6 e 6 plus avevamo pensato di fare la notte bianca. Ma anche se alla fine abbiamo mantenuto le aperture normali, è andato ugualmente a ruba». Una trentina qui i modelli del primo stock arrivato in rivendita, andati interamente venduti. Gli ultimi a finire sono stati i modelli base, che si aggirano attorno a un costo di 700 euro, mentre non hanno neanche visto lo scaffale i costosissimi iPhone 6 e 6 plus da 128 gigabyte e top di gamma, prezzo superiore ai 900 euro. «Erano già quasi tutti prenotati dalla settimana prima, anche se non conoscevamo ancora il prezzo di vendita. Ora non abbiamo certezze sui numeri del prossimo carico, a momenti in negozio, e non abbiamo più preso prenotazioni». «Sono stati soprattutto i ragazzi a non poterne fare a meno, nella fascia di età che dai 25 va fino ai 30. La disponibilità era poca, perché Oristano è un centro piccolo e la Apple ha fornito pochi modelli a tutti – conferma Alberto Contini da ScHi Fi in via Carducci, che è anche punto Tim –. Molti ragazzi si sono così accontentati, per modo di dire, quando non trovavano disponibile il top di gamma, con modelli dalla memoria più piccola, pur di avere subito il nuovo iPhone». Ci sono, poi, gli appassionati, che hanno fatto la collezione di tutti i modelli per ogni generazione. Nella maggior parte dei casi, sono loro ad aver chiesto per primi di bloccare il nuovo modello. «Ci sono compagnie telefoniche, come la nostra, che hanno permesso in corsa di abbonamento il passaggio dal modello 5 al nuovo, soluzione accolta con entusiasmo – aggiunge Alberto Contini –. Qualcuno degli acquirenti aveva ancora il mano il precedente modello, nuovo fiammante, quando ha comprato l’ultimo uscito. Però mi ricordo che con il lancio del 5, le prenotazioni mi erano arrivate per tutta la settimana successiva al lancio. Stavolta sono andate scemando già dal secondo giorno». Nell’I-Zone di via Sardegna è stato altrettanto boom. «Abbiamo dovuto annullare addirittura delle prenotazioni, perché abbiamo poi saputo che non saremmo riusciti a far fronte alla grossa mole di domanda, una trentina già all’indomani della presentazione italiana e un’altra ventina successivamente – spiega Matteo dalla rivendita autorizzata Apple –. Registriamo sempre un buon riscontro anche con i lanci degli altri prodotti Apple, dare un servizio di assistenza personalizzato alla clientela spesso invoglia a preferire le piccole rivendite alle grandi catene».
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