Coltivazione del riso, si approva il regolamento
La Provincia sta mettendo a punto il documento che disciplinerà le risaie Un provvedimento necessario dopo l’allarme creato dalla Febbre del Nilo
ORISTANO. Con qualche settimana di ritardo sulla tabella di marcia riprenderà martedì in Consiglio provinciale l'esame del regolamento speciale per la coltivazione del riso nell'Oristanese. Nell'ultima riunione il Consiglio aveva discusso l'intero elaborato ed aveva approvato il solo articolo 1, rinviando il resto alla prossima seduta. In pratica è stato ribadito come da oggi in poi la coltivazione del riso in provincia di Oristano verrà disciplinata, oltre che dal testo unico delle leggi sanitarie, anche dal nuovo regolamento che ci si appresta a definire. Un deciso passo in avanti se si considera che non era mai stato predisposto nel passato nemmeno uno straccio di regolamento. Il risultato è ben visibile sopratutto nell'hinterland del capoluogo dove le risaie oramai convivono con le abitazioni e spesso sono parte integrante delle stesse periferie. Il regolamento, una volta approvato, dovrà chiaramente essere adottato dalle amministrazioni comunali. Martedì, come ha confermato l'assessore provinciale all'ambiente Mariella Pani, si dovrebbero riprendere i lavori ed approvare il resto del regolamento, già modificato nella stesura di bozza, dopo la presentazione di alcuni emendamenti. «L'articolo 2 è in pratica quello più importante che disciplina e determina le distanze minime e della zone di rispetto sopratutto dai centri abitati – ha spiegato l'assessore Mariella Pani –. Con un primo emendamento era stata modificata la distanza minima dai centri abitati, spostandola dai 200 iniziali a 50 metri. Anche il resto delle distanze, tra risaie, ospedali, e scuole, prevista in 150 metri, potrebbero subire quindi delle modifiche». Il testo in discussione prevede, inoltre, che le risaie debbano avere una distanza minima di almeno 100 metri da strutture di servizio, come possono essere i cimiteri, per arrivare a 50 metri da centri sportivi e ben 200 dai punti di captazione delle acque potabili ad uso umano. Gli articoli che compongono il regolamento sono complessivamente 24. Tra le priorità del testo emergono alcuni elementi di fondo che non potranno essere suscettibili di ulteriori modifiche come quello che impone ai Comuni di mantenere costantemente aggiornate le rispettive zone di rispetto. Secondo l'assessore Pani comunque l'elaborato rappresenta un ottimo documento ed è fondamentale approvarlo prima della prossima stagione affinché si possa finalmente far convivere l'agricoltore e il cittadino. A sollevare il problema erano stati soprattutto i residenti di viale Repubblica, e quindi gli Oristanesi a causa della presenza delle risaie a ridosso delle abitazioni. Il rischio era legato in particolare alla presenza delle zanzare che trovano il loro habitat ideale, nelle zone umide a ridosso del capoluogo, dove si coltiva oltre il 90 per cento del grano di tutta la Sardegna. L'emergenza della “West Nile disase” febbre del Nilo, aveva convinto tutti che era giunta l'ora di regolamentare una volta per tutte la produzione del riso. La prima infezione della terribile malattia che ha provocato la morte di diverse persone, era stato scoperta, proprio a Sa Rodia.
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