Studio abusivo, l’esame delle carte
Indagini sull’ufficio di consulenza irregolare sequestrato dai carabinieri
ORISTANO. La grande quantità di documenti sequestrati dagli ispettori dell'Ufficio del lavoro e dai carabinieri testimonia la proficua attività dello studio di consulenza. In quella palazzina c'era un gran via vai di clienti. Secondo gli ispettori del lavoro però il titolare dello studio non avrebbe avuto alcun titolo per esercitare l'attività di commercialista e di consulente del lavoro. All'esterno della palazzina, al civico 41, di via Sassari, non c'era neppure una targa. La Procura della Repubblica ha così disposto il sequestro di tutte le pratiche ed ha messo i sigilli anche allo stabile ed ha indagato il titolare per l'esercizio abusivo della professione di consulente del lavoro. Il blitz degli ispettori della direzione del lavoro di Oristano, supportati dai carabinieri del nucleo di tutela del lavoro, è avvenuto martedì mattina. Hanno atteso che arrivasse il titolare dello studio e gli hanno notificato l'ordinanza del Gip del tribunale di Oristano: sequestro della documentazione e dello stabile.
Secondo indiscrezioni gli accertamenti sarebbero iniziati diverso tempo fa, ma solo nelle ultime settimane avrebbero registrato una svolta con una serie di riscontri.
L'indagine è ancora in corso. In queste ora l'intera documentazione sequestrata, che attesterebbe l'attività abusiva di consulenza del lavoro, è sotto l'esame degli esperti dell'ispettorato. Nei prossimi giorni dovrebbero inviare un rapporto al magistrato.
Negli uffici dell'ordine dei dottori commercialisti nessuno ha mai sentito parlare di quel consulente e della sua esistenza: «L'abusivismo colpisce ovunque, anche la nostra attività non è immune dal fenomeno che è sempre più diffuso – ha osservato il presidente dell'ordine dei dottori commercialisti Remigio Sequi – gli iscritti all'albo sono 110 ed è facile individuarci. È il primo suggerimento che do ai nostri clienti: entrate nel sito (www.odcec.com) e verificate se quel consulente è iscritto. Non ci si rende conto dei rischi che questo comporta, soprattutto in presenza di ricorsi o di contenziosi - ha aggiunto Remigio Sequi – va ribadito anche la convinzione decisamente errata che si è fatta sulla nostra professione. Non è vero che gli abusivi sono meno cari: diffidate. Anche perché può accadere l'imprevisto come l'episodio che è venuto alla luce ad Oristano. Solo rivolgendosi ai nostri iscritti si hanno le giuste garanzie, sui risultati e soprattutto sulla tutela del cliente». Il presunto falso consulente rischia una pena fino sei mesi o una multa che non supera i 516 euro.
Elia Sanna
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