Tendas si accorge dei mafiosi a Massama
Dura presa di posizione del sindaco contro la decisione del ministero di creare un carcere di massima sicurezza
ORISTANO. Il sindaco Guido Tendas contesta la trasformazione del carcere di Massama in struttura di massima sicurezza: «Mette a repentaglio – dice – gli accordi istituzionali assunti e i progetti d’integrazione già avviati alla base della decennale battaglia di Oristano per una nuova struttura detentiva». tendas annuncia di aver chiesto un incontro al ministro della Giustizia, Andrea Orlando per invitarlo almeno a sospendere il provvedimento. La decisione, peraltro, era già prevista a fine gennaio in una circolare firmata dall’allora capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino, secondo quanto ricorda Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme.
In quel provvedimento era prevista anche la chiusura degli istituti penitenziari di Macomer (Nuoro) e Iglesias (Sulcis-Iglesiente) a conferma, obietta Caligaris, del fatto che «il ministero persegue una logica che non tiene in alcun conto le problematiche territoriali e familiari, nonchè la gestione delle strutture».
Dal 3 novembre Massama sarà riservato solo ai detenuti in regime ex 41 bis. «La decisione è stata assunta senza che il Comune sia stato minimanente informato», protesta il sindaco Guido Tendas, ricordando la necessità di garantire il rispetto del principio della territorialità della pena e la possibilità di percorsi di reinserimento sociale dei detenuti.
«È nostro dovere istituzionale difendere le esperienze positive che si stanno compiendo nel territorio. I detenuti che escono per dare il loro contributo negli scavi del cantiere archeologico di Mont’e Prama o per la sistemazione della chiesa di San Nicola a Massama sono un esempio di come una pena possa diventare un’occasione di recupero sociale. La decisione del ministero mette a repentaglio questi sforzi e questi risultati».
«Riconfermo la fiducia nelle forze dell'ordine e delle autorità carcerarie che devono garantire la sicurezza delle struttura e dei territori nei quali è inserita, ma che non è certo nata per essere un carcere di massima sicurezza - conclude il sindaco –. Questo però non mi esime dall'esprimere forte disappunto per una decisione che, sotto il profilo formale e sostanziale, ci delude e ci preoccupa. Per questi motivi ho chiesto un incontro al Ministro Orlando per sollecitare una sospensione del provvedimento».
«Il trasferimento dei ristretti da Massama conferma indirettamente che è avviata a conclusione la storia infinita del nuovo carcere di Cagliari a Uta e che il trasloco di uffici, personale, detenuti possa avvenire tra il 27 ottobre e il 15 novembre», ipotizza Caligaris, ricordando come i tempi di attuazione della circolare del Dap dellos corso gennaio fossero condizionati all’attivazione dei nuovi istituti di Sassari a Bancali e di Cagliari a Uta. «L’auspicio è che la nuova interrogazione dell’onorevole Caterina Pes possa indurre il ministro Orlando a una riflessione».
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